martedì 17 novembre 2009
Seguire le regole?
Da qualche giorno mi chiedo se seguire le regole è cosa buona e giusta.
Da sempre ho avuto la curiosità di capire l'origine della regole che limitano la nostra libertà a favore di una intera società. E decisi di seguirle per rispetto e per fiducia di quella società che mi ha permesso di studiare e avere altri servizi.
Le regole sono il mezzo per la pacifica convivenza, tutti dovremmo seguirle, in rispetto dei valori alla base di una comunanza del vivere che dovrebbero aiutare a migliorare lo stile di vita di tutti gli aderenti.
Le regole nascono da una volontà comune, almeno così dovrebbe essere, a raggiungere una certa stabilità e certezza dell'azione.
Se sappiamo che un dato comportamento lede la società intera dovremmo capire che una regola è utile monito per evitarci di commetere azioni che si ripercuoterebbero su tutti.
Nel dubbio dell'azione ci sono sempre le regole. Questa è la certezza della regola.
Se vogliamo intraprendere un iter all'interno della società ci sono le regole che spiegano quali passi dobbiamo fare.
Ma cosa accade se nel sistema si apre una falla?
Se le regole non vengono rispettate dalla maggior parte dei cittadini?
Ancor più terribile: cosa accade quando le regole non sono più sufficienti ad arginare l'insoddisfazione delle persone?
Cosa accade se si scopre che accanto alla regole scritte, accettate da tutti, rispettate dai diligenti cittadini, da sempre ci sono state regole non scritte, mai accettate, completamente contrarie alle regole stabilite? E se queste regole occulte fossero in segreto seguite dalla maggior parte dei cittadini per raggiungere i loro scopi?
Cosa accade?
Cosa dovrebbe fare chi invece ha preso per buone e seguite le regole riconosiute da tutta la società?
Se chi è riuscito seguendo le regole occulte a realizzare i suoi scopi a danno di chi ha sempre seguito le regole manifeste, queste regole alla base di una società sono sempre valide?
E' giusto seguirle ancora, se questo comporterebbe la perenne sconfitta?
Spesso, proprio da alcuni genitori, sento dire: fatti furbo, figlio mio.
Cosa significa?
Chi segue le regole non è furbo? E' un'idiota?
Perchè accade questo?
Dove è l'errore?
Dovremmo ripettare chi ottiene posti d'onore nella nostra società, a prescindere del suo potere, a prescindere dai favori che potrebbe farci. Invece le persone vengono rispettate solo per il potere, fama e denaro.
Bisognerebbe stimare una persona a prescindere da questi valori, ma per la sua saggezza. Dovremmo pensare: quella persona merita quella posizione, perchè sa quello che sta facendo.
Gli idioti che scelgono di seguire le regole cosa dovrebbero fare?
Gli intellettuali pentiti.
giovedì 12 novembre 2009
Come dentro così è fuori...

Non riuscivo a pulire la casa, a ordinarla e anche dentro me ero abbastanza scombussolata. In cuor mio, per un periodo, avevo pensato di lasciare tutto così. Ero dell'idea che tanto non sarebbe cambiato nulla. Poi con il tempo ho realizzato che il mio disordine esterno era gemello con quello che avevo dentro me. Provavo gioia nel regalare ad amici quello che per me è veramente importante nella società, libri. Ma qualcosa m'impediva di darli tutti, avidità, senso del possesso, materialità. Forse la fase finale di un processo che stava, doveva volgere al termine. Alla fine cominciai a trovare il coraggio di donare quello che più amavo a chi ne avesse bisogno. E l'ho fatto, con un taglio netto. Ho tenuto le mie scorte per sopravvivere e difendermi dalla stupidità del mondo e ho donato i libri.
Tutto è cambiato. Sapere che i libri che tanto ho amato, per cui ho fatto pazzie, ora sono a disposizione di tutti, mi dà sollievo e gioia.
Mi chiedo se quella pazzia, la libreria, abbia avuto un senso nella mia vita. Io dico di sì.
Provengo da una famiglia di artisti, da un ambiente girovago, e ho conosciuto tante cose nella mia vita a cui non sapevo dare una collocazione. Volevo capire. Nonostante gli studi giuridici mi mancava ancora tanto da impare per trovare una parte di quelle risposte. E nella vita ad un certo punto le risposte devi cercarle da sola. Nessuno può aiutarti.
Io mi sono inventata un modo per scoprire come cercare: vendere libri a gente che legge i libri. Certo per mettere su tutto il teatrino ho combinato una marea di casini che hanno infettato le vite di tante altre persone. Molte non l'hanno presa bene. Mi dispiace...Ma nessuno le ha obbligate. E poi sin dall'inizio la mia impresa non si mostrava una invenzione come quella della Microsoft.
Certo ho sofferto e penato, 7 mari ho attraversato e la vita non mi ha aiutata in questo periodo ma... senza sacrificio non accade nulla. Non trovi nulla. E' buffo ogni volta che le cose andavano lisce poi dietro c'era il trucco, incappavo nei trabocchetti della vita. Alla fine della strada trovi sempre un crepaccio e se hai preso la rincorsa ci caschi dentro. Ma l'importante è uscirne. Alla fine tutte le strade hanno un crepaccio ma il trucco sta nel saperlo, sia la strada in discesa senza ostacoli o sia il contrario, irta di pietre e spine, termina quasi sempre con il crepaccio, ma quando sai questo non corri più, vai piano, così, se arriva il crepaccio, ti puoi fermare in tempo.
Oggi dopo tanto ho trovato. Cosa? Le risposte? Oh, no, non sia mai. Ho trovato qualcosa di più importante: le domande giuste.
Una buona scuola forse è questo che deve fare, generare le domande giuste. Ho inventato la mia scuola e quanto l'ho pagata (pago ancora).
Ringrazio tutti coloro che sono stati avventori del mio mondo. Loro sono stati i miei insegnanti. Sia i buoni ma ancor più i cattivi, sia gli intelligenti sia gli idioti, sia gli indulgenti sia quelli senza pietà. Ma più di tutti ringrazio quelli che mi hanno fregato, truffato, tradito, si, insomma, quelli che mi hanno fatto piangere lacrime e sangue perchè mi hanno mostrato un volto dell'umanità che ignoravo, che non pensavo di incontrare e subire. Spero di aver fatto inquietare (anzi incazzare) queste persone almeno un quarto di quello che hanno fatto loro a me. Solo per non fare la figura della bacchettona, qualche colpo, magari, l'ho dato anche io.
Ora che la mia casa non è invasa dai libri, ma quelli rimasti sono solo quelli che hanno un loro posto sulo mobile, qualcosa è cambiato anche in me. Più ordine, più spazio.
Spazio per le domande.
martedì 3 novembre 2009
La guerra fredda del pensiero: i vincitori è meglio che vadano in tv
Mi chiedo se un solo pensiero abbia il diritto di imperare sugli altri. Ma ancora maggiore è la mia curiosità nel cercare una risposta a questa domanda: perchè un pensiero dovrebbe far soccombere gli altri?
Come può accadere?
Negli ultimi tempi le persone esprimono a mala pena le loro opinioni. Ci sono solo pochi fiumi e gli altri sembrano prosciugati. Nessuno ha la forza di far scorrere acqua.
-Le conversazioni sono surreali ma non ha importanza.
-Cosa pensi quest'anno andrà il colore grigio?
-Io non seguo la moda.
-Ma cosa c'entra?
- Se andrà il colore grigio, mettiamola così, io indossero i colori che mi piacciono.
La maggior parte delle persone vuole essere imboccata su ogni cosa. Non combatte più neanche per difendere la propria volontà. Anzi la fa tacere in favore di ciò che è esterno a lei. E' pazzesco!
Oggi tutto funziona così:
- Oggi vuoi mangiare il pollo o la minestrina?
- Io vorrei il riso.
- Pollo o minetrina? io non ho tempo da perdere.
- Ok, capisco ma posso prepararmelo da sola.
- Pollo o minestrina?
- Vedo della cicoria, magari mi posso lessare la cicoria?
- Pollo o minestrina?
- Resto a digiuno.
-Pollo o minestrina?
- Ma perchè devo scegliere tra due cose quando le scelte sono infinite.
-Pollo o minestrina?
E le scelte scartate che fine fanno?
Vengono buttate o messe in un cassetto, lasciate a prendere polvere.
Perchè il pensiero si è ridotto così?
Tutti vogliono strappare il fiocco della giostra e vincere un'altra corsa ma sono talmente presi a cercare di vincere che hanno dimenticato di godersi questa di corsa, contando che solo uno potrà vincere, a volte non ci sono vincitori alla fine della corsa.
Si dice "che vinca il migliore!" ma ho capito che il migliore è quello che imbroglia, il prepotente, inconsapevole mezzo di un sistema che o prima o poi danneggerà anche lui.
Mi chiedo, inoltre, che fine fanno i migliori che non vincono?
Vivono allo stesso modo di sempre. I migliori aiutano le persone ogni giorno, non si tirano indietro davanti al dovere, mettono a disposizione di chi ha bisogno quello che sanno fare.
Forse è giusto che i migliori non vincano altrimenti intorno a noi avremmo solo i peggiori. I vincitori è meglio che vadano in tv.
giovedì 17 settembre 2009
Non guardare mai gli occhi dell'altro se non vuoi portargli via un pezzo di Anima
Come pistoleri si cammina di spalle lentamente
lo sguardo è abbassato
il primo che lo alza è fottuto
se non è il più veloce a prenderti un pezzo di Anima.
Cosa te ne fai del mio pezzo di Anima, bastardo?
Non posso richiederla indietro.
Non funziona così, amico.
Ti sfido ad un altro duello,
questa volta mi riprendo ciò che mio
e sarò io a rubarti un pezzo di Anima.
Di nuovo di spalle si cammina lentamente ,
sento che sei fiacco e triste,
non sei più il pistolero dell'altra volta.
Mi giro e alzo lo sguardo prima di te.
Non voglio un pezzo della tua Anima.
Mi riprendo solo la mia. Bastardo!
lo sguardo è abbassato
il primo che lo alza è fottuto
se non è il più veloce a prenderti un pezzo di Anima.
Cosa te ne fai del mio pezzo di Anima, bastardo?
Non posso richiederla indietro.
Non funziona così, amico.
Ti sfido ad un altro duello,
questa volta mi riprendo ciò che mio
e sarò io a rubarti un pezzo di Anima.
Di nuovo di spalle si cammina lentamente ,
sento che sei fiacco e triste,
non sei più il pistolero dell'altra volta.
Mi giro e alzo lo sguardo prima di te.
Non voglio un pezzo della tua Anima.
Mi riprendo solo la mia. Bastardo!
La porta
Nel muro di cemento
vedo ancora la porta attraverso cui passò,
una porta aperta solo per lui.
Ma può finir così tanto amore?
La porta si può aprire da un momento all'altro
ma il viaggiatore sa quando sta per essere chiamato.
Lo sa e non lo vuole dire.
Lo fa intendere solo a chi ama.
Ma non sempre chi ama intende.
Non sempre chi ama vuole intendere.
Certe verità si capiscono solo con l'Anima.
Un guscio vuoto
che non ha più senso
il viaggiatore lasciò sul letto
ed io che sapevo potei solo salutare da lontano.
L'eredità preziosa? Tanto, tanto, tanto amore.
Sono la più ricca del mondo.
vedo ancora la porta attraverso cui passò,
una porta aperta solo per lui.
Ma può finir così tanto amore?
La porta si può aprire da un momento all'altro
ma il viaggiatore sa quando sta per essere chiamato.
Lo sa e non lo vuole dire.
Lo fa intendere solo a chi ama.
Ma non sempre chi ama intende.
Non sempre chi ama vuole intendere.
Certe verità si capiscono solo con l'Anima.
Un guscio vuoto
che non ha più senso
il viaggiatore lasciò sul letto
ed io che sapevo potei solo salutare da lontano.
L'eredità preziosa? Tanto, tanto, tanto amore.
Sono la più ricca del mondo.
nasciamo soli e moriamo soli
Nasciamo soli e moriamo soli
un'atrocità che dissi a mia madre.
La spinsi nel burrone della morte,
la mia rabbia e la mia violenza,
come in esorcismo demoniaco,
vennero assorbite da lei
che le portò via con sè
liberandomi.
Morì in compagnia delle mie impurità,
degli spiriti malvagi che albergavano in me,
mi salutò non guardandomi negli occhi
ma mi salutò.
Quando arrivò a destinazione
illuminò le miei ombre
con un messaggio eterno:
ti amerò per sempre.
un'atrocità che dissi a mia madre.
La spinsi nel burrone della morte,
la mia rabbia e la mia violenza,
come in esorcismo demoniaco,
vennero assorbite da lei
che le portò via con sè
liberandomi.
Morì in compagnia delle mie impurità,
degli spiriti malvagi che albergavano in me,
mi salutò non guardandomi negli occhi
ma mi salutò.
Quando arrivò a destinazione
illuminò le miei ombre
con un messaggio eterno:
ti amerò per sempre.
Il sacrificio di sangue
Lo sciamano sgozzò il bufalo
ringraziando gli spiriti della caccia.
La tribù esplose in urla liberatorie.
Al convivio parteciparono tutti
ognuno contribuì al sacrificio di sangue
consapevoli del fatto che oggi sarebbero stati risparmiati.
Non rimase nulla delle carni e del sangue della vittima sacrificale.
Sarebbero passati giorni prima che il vortice della violenza
richiedesse un altro sacrificio per essere placato.
ringraziando gli spiriti della caccia.
La tribù esplose in urla liberatorie.
Al convivio parteciparono tutti
ognuno contribuì al sacrificio di sangue
consapevoli del fatto che oggi sarebbero stati risparmiati.
Non rimase nulla delle carni e del sangue della vittima sacrificale.
Sarebbero passati giorni prima che il vortice della violenza
richiedesse un altro sacrificio per essere placato.
Gli Dei
A chi parlano gli Dei?
Soli nel loro mondo
senza specchi in cui guardarsi dentro.
Non intervengono nelle misere vite degli uomini piccoli,
uomini vinti dalla paura
uomini accecati dall'illusione della certezza.
A chi danno il loro amore gli Dei?
Alla natura stanca delle violenze degli esseri che lei stessa ha generato.
Vittima della loro avidità disperata
che cela soltanto una patetica ricerca di vita eterna.
In una rincorsa allo spirito
qualcuno è andato troppo avanti,
perse il traguardo e i compagni di percorso.
Questi sono gli Dei?
Tornano indietro mai gli Dei?
Ricominciano dal principio gli Dei?
Soli nel loro mondo
senza specchi in cui guardarsi dentro.
Non intervengono nelle misere vite degli uomini piccoli,
uomini vinti dalla paura
uomini accecati dall'illusione della certezza.
A chi danno il loro amore gli Dei?
Alla natura stanca delle violenze degli esseri che lei stessa ha generato.
Vittima della loro avidità disperata
che cela soltanto una patetica ricerca di vita eterna.
In una rincorsa allo spirito
qualcuno è andato troppo avanti,
perse il traguardo e i compagni di percorso.
Questi sono gli Dei?
Tornano indietro mai gli Dei?
Ricominciano dal principio gli Dei?
C'è ancora chi cerca l'Oro?
Indifferenza che uccide
l'arma del guerriero spaventato di oggi.
C'è ancora chi cerca l'Oro?
Il vil metallo non è mai stato trasformato, no.
Il vil metallo ha preso il posto dell'Oro
perchè i Guerrieri coraggiosi e sapienti si sono estinti
e i piccoli uomini non sapendo trasformare
hanno tutti deciso, in tacito accordo,
che il vil metallo, anche restando tale, può fungere da prezioso.
Indifferenza che uccide
l'arma del sedicente guerriero di oggi
vigliacco e perfido
ladro e bugiardo.
Nè troppo piccolo come un un seme di senape
nè troppo grande come l'infinito.
l'arma del guerriero spaventato di oggi.
C'è ancora chi cerca l'Oro?
Il vil metallo non è mai stato trasformato, no.
Il vil metallo ha preso il posto dell'Oro
perchè i Guerrieri coraggiosi e sapienti si sono estinti
e i piccoli uomini non sapendo trasformare
hanno tutti deciso, in tacito accordo,
che il vil metallo, anche restando tale, può fungere da prezioso.
Indifferenza che uccide
l'arma del sedicente guerriero di oggi
vigliacco e perfido
ladro e bugiardo.
Nè troppo piccolo come un un seme di senape
nè troppo grande come l'infinito.
capolinea
nessun luogo è casa
la terra è una prigione
l'universo sembra avere un capolinea.
Dove può trovare conforto l'Anima?
Dove?
Se qualcuno lo sa, me lo dica per favore!
nessun luogo è casa
la terra è una prigione
l'universo sembra avere un capolinea.
Dove può trovare conforto l'Anima?
Dove?
Se qualcuno lo sa, me lo dica per favore!
martedì 15 settembre 2009
Cerca il Demone silenzioso che vive dentro te!
Quel sordido e costante flusso che scorre nel fondo dei pensieri, non ci lascia mai in pace, cos'è?
Una presenza invisibile che forse è nata con noi o ci ha raggiunti in una notte di luna piena quando l'Anima ne aveva sete e con un rituale segreto, a nostra insaputa, lo ha evocato.
Da quella notte quel flusso vive e alberga in noi, ci chiama, urla, scuote la nostra ragione, la prende per i fondelli e a volte, perchè mentire, ci danneggia. Perchè?
Quella presenza potremmo paragonarla a un Demone che esiste per parlare solo con noi. Noi che non ascoltiamo perchè terrorizzati dalle sue immagini di un mondo diverso, forse migliore.
La parola Demone, che da secoli ha assunto un significato orrendo, paragonato al Male in essenza, in passato per i nostri antenati non aveva nulla che fare con il concetto che oggi è conosciuto.
Demone, nella sua etimologia proviene da Daimon, che è indicato come genio dai poteri sovrumani e ci spinge ad azioni che solo noi possiamo portare avanti.
Nei siti archeologici quando visitiamo le antiche case patrizie, si può notare che una stanza della casa era dedicata ai Lari, protettori delle persone della famiglia.
In tutte le civiltà antiche venivano venerati gli Dei protettori del popolo e nel privato spiriti personali che proteggevano e consigliavano la persona, parlando attraverso il soffio di vita che anima ognuno. Un canale privilegiato e impenetrabile.
Perchè con il tempo queste figure sono diventate da amici e guide, entità spaventose dal volto oscuro e impietoso da cui stare alla larga?
I nostri antenati ascoltavano la guida interiore e saggia. Poi questa guida da saggia divenne malvagia e capace di spingere le persone ad azioni nefaste.
Qualcuno pensò forse che la Libertà, che comprende una dose massiccia di spiritualità e convinzioni personali, doveva essere contratta, limitata, non da fuori attraverso regole, quelle non bastavano più, ma da dentro, immettendosi in quel soffio vitale che parla alla persona, il canale privilegiato del daimon. Ma tale passo non prevedeva che quel soffio era impenetrabile e segreto per ogni estraneo pensiero, così non potendo sdradicare il Demone che viveva e guidava il singolo, pensò bene dichiararlo il Nemico dell'uomo, colui che spinge a azione nefande e crudeli.
Da quel momento venne operata una scissione nell'interiorità dell'Uomo, più orrenda della bomba nucleare, perchè un'arma letale fu inserita in ogni essere appartenente alla società civile, per trasformare la parte più libera e importante dell'Uomo, l'unica parte che può mostrargli il vero senso della sua personale esistenza, in suo nemico. E come ti salvi da questo?
Esiliato il frammento di luce, il divino, il genio di ogni singolo Uomo, restò solamente una figura sovrumana che imperava su tutte. E ogni piccolo golpe, rivoluzione che la particella da dentro osava fare veniva messa a tacere dalla ragione che ormai aveva accettato in pieno un solo genio per tutti mai da tradire, offendere, nemmeno per la propria felicità.
L'uomo ha accettato di mortificare la sua esistenza e sacrificare la sua felicità per un solo genio, trattando il suo personale come una zia ubriaca che spara cazzate.
Ma un genio vive in ognuno di noi. Alcuni senza poter mettersi in contatto con il proprio genio impazziscono e allora sì compiono azioni nesfaste.
Ogni Uomo ha dovuto sopperire a quiesta mancanza in qualche modo. Chi diventa fanatico religioso, chi vive per le ricchezze materiali, chi per il sesso, chi si ubriaca e sballa, chi si assilla il prossimo e lo controlla e chi vive per il potere e più ne ha e più ne vuole, perchè il potere del daimon non può essere sostituito rubando il potere di altri. Ma alcuni pensano che la sensazione effimera e passeggera del potere e della fama possano farlo. E' solo una squallida e patetica illusione. Nessuno può rubare il potere personale a nessuno.
Ed ora?
Il Genio, l'unico che è dalla nostra parte, è tenuto a distanza, soffre per noi, vorrebbe parlarci, immttendosi ancora nel soffio dell'Anima, l'unico canale libero e privato che nessuno al mondo può occupare. Ma quel canale lo abbiamo chiuso, quelle rare volte che lo apriamo per caso lo temiamo.
Ecco cos'è quel flusso doloroso, che circola alla base dei nostri pensieri e urla, gioca disperato, si proietta ovunque per farsi sentire, notare ma noi non lo ascoltiamo perchè qualcuno per contrarre la nostra libertà lo ha messo al bando, dicendoci che è una forza malvagia.
Ma chi è malvagio? Chi ci allontana da noi stessi e dalla verità per dominare la nostra natura e negarci la felicità? O chi vuole parlare solo con noi e non ci tradisce, non ci farebbe mai del male, ma vuole solo la nostra libertà più autentica e felicità?
Cerca Il Demone silenzioso che vive dentro te e nutrilo.
martedì 28 luglio 2009
Daimon, partecipe al divino. Non ha nulla che fare con satana nè con demone.
Confucio sottolineava un fatto importante: le proiezioni delle nostre caratteristiche personali sono male sia quando sono positive sia quando sono negative.
Ho dato, scioccamente, per scontato che ormai Daimon, il suo significato, fosse conosciuto abbastanza da non confonderlo con qualcosa di ultra satanico. Questa errata percezione è nata da un sillogismo che partiva da premesse completamente false. Negli ultimi anni tutti apparivano appassionati di manga e cartoni animati che spesso nominavano il Daimon, tutti apparivano appassionati di libri, film, fumetti fantasy che indicavano il Daimon come qualcosa che non ha nulla che fare con il concetto di Diavolo ma, come al solito ho errato. E dato che lo stesso Confucio consigliava che se fai un errore devi rimediare perchè quello sarebbe il vero errore imperdonabile, io tengo a sottolineare, come sempre si dice negli ultimi anni, che
Daimon significa partecipe al divino.
E' importante non aggiungere nulla perchè poi ogni essere che cammina su questa terra ha una sua immagine, credo, visione del divino. Quindi il resto, per quanto lungo, interessante e importante lo deve compiere il singolo individuo.
Mi dispiace che alcuni, soprattutto giovani menti, continuino a pensare al Daimon in termini ben lontani da questo, senza andare a scoprire su un libro o su internet il suo significato. Significato che si trova in primis nella Repubblica di Platone, nel celebre Mito di Er, e poi nella sua ampia letteratura. Ad esempio una idea si può cominciare ad abbozzare leggendo "La bussola d'oro" di Pullman. Per i più pigri consiglio il film.
Insomma, vi prego, non pensiate al Daimon come ad una macabra divinità, perchè questa sarebbe solo una vostra proiezione. Se accade non accusate la scrivente di essere una Pitonessa di Apollo o una sacerdotessa del Male, ma cercate di guardare dentro voi, se ne avete il coraggio e cercate di sconfiggere le tetre ombre della vostra coscienza.
Comincio a credere veramente che siamo noi a dover organizzare la simbolica del nostro cervello, legando noi immagini e concetti. Questa è libertà di scelata. Non dobbiamo aver paura di compiere questa azione di riordino delle immagini, anche se si devono impiegare coraggio e forza. E' arrivato il momento di sapere, conoscere la verità delle cose e questo è un lavoro che solo ognuno di noi, individualemente ma con l'aiuto del mondo, può affrontare.
Qualcuno potrebbe chiedere, a giusta ragione:
A che serve? La vita è talmente breve...
Forse è qui il punto: cominciare a fare cose che apparentemente, per i criteri fondamentali dell'ego e dell'attuale società, non servano a nulla. Ma proprio nulla!
Se uno chiedesse:
Leggere e informarsi, fare un viaggio dentro le mie paure mi darà più soldi?
Debellare le mie false credenze mi darà un lavoro remunerativo? Rapporti sessuali con gente bella, ricca e famosa? Una villa? Uno yacht?
No. Non credo proprio. Ma aiuterà solo a capire che...
Daimon significa partecipe al divino e non Satana, Belzebù o Demone!
Daimon, Daimon, Daimon e non Damon!
lunedì 22 giugno 2009
Il mio maestro viene da lontano
Il mio maestro viene da lontano
carico di saggezza e buon umore.
Gioca con il mondo e con se stesso
spontaneo come un fanciullo,
curioso come un gatto,
ama gli scherzi pesanti
e passeggiare lungo i fiumi delle città del mondo.
Il mio maestro viene da lontano
ma è sempre stato vicino alle mie emozioni.
Ha gioito insieme a me
ha sofferto in disparte per i miei dolori
e quando sono stata vittima di me stessa
mi ha punito con suoi silenzi.
Il mio maestro viene da lontano
ma ha sempre saputo dove ero.
Mi conduceva nel mare del pensiero fecondo,
nel cuore pulsante dell'Universo
nel vento aspirale delle più antiche passioni divine.
Il mio maestro viene da lontano,
è sceso nelle profondità della Terra
nera, più nera della pece
ed è tornato per indicarmi la strada.
Il mio maestro è andato lontano
e lo ha fatto per me,
è arrivato dove io non osavo addentrarmi,
e mi ha detto: " ho scavato sino in fondo, l'ho fatto per te,
ora il tunnel devi percorrerlo da sola."
Ho seguito la strada che mi aveva preparato.
Il mio maestro mi ha mandata lontano,
ho sempre saputo che amava gli scherzi pesanti,
e ora non so dove mi trovo.
C'è luce in questo posto ma mi sento tanto sola.
Lo chiamo, lo imploro di rispondermi,
urlo e a volte lo mando al diavolo,
ma io non so se mi ascolta, mi gioca uno scherzo o non può raggiungermi.
carico di saggezza e buon umore.
Gioca con il mondo e con se stesso
spontaneo come un fanciullo,
curioso come un gatto,
ama gli scherzi pesanti
e passeggiare lungo i fiumi delle città del mondo.
Il mio maestro viene da lontano
ma è sempre stato vicino alle mie emozioni.
Ha gioito insieme a me
ha sofferto in disparte per i miei dolori
e quando sono stata vittima di me stessa
mi ha punito con suoi silenzi.
Il mio maestro viene da lontano
ma ha sempre saputo dove ero.
Mi conduceva nel mare del pensiero fecondo,
nel cuore pulsante dell'Universo
nel vento aspirale delle più antiche passioni divine.
Il mio maestro viene da lontano,
è sceso nelle profondità della Terra
nera, più nera della pece
ed è tornato per indicarmi la strada.
Il mio maestro è andato lontano
e lo ha fatto per me,
è arrivato dove io non osavo addentrarmi,
e mi ha detto: " ho scavato sino in fondo, l'ho fatto per te,
ora il tunnel devi percorrerlo da sola."
Ho seguito la strada che mi aveva preparato.
Il mio maestro mi ha mandata lontano,
ho sempre saputo che amava gli scherzi pesanti,
e ora non so dove mi trovo.
C'è luce in questo posto ma mi sento tanto sola.
Lo chiamo, lo imploro di rispondermi,
urlo e a volte lo mando al diavolo,
ma io non so se mi ascolta, mi gioca uno scherzo o non può raggiungermi.
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