Quell'uomo non poteva essere mio padre.
Erano decenni che fantasticavo su di lui. Ho immaginato che fosse un principe, un uomo ricco, un attore, un produttore cinematografico, un eroe, un agente segreto. Ho sempre sperato che fosse un uomo buono, intelligente, serio, spiritoso. Ma è stata una mia mancanza. Che uomo è uno che abbandona la sua prole? Uno che nega, rifiuta di essere un genitore?
Ora che è qui, davanti a me, non posso credere che sia lui.
L'ho cercato, l'ho inseguito, ho indagato per trovarlo, per incontrarlo.
Mi accorgo che è un uomo. Un semplicissimo uomo.
"Buongiorno"
"Buongiorno" mi risponde.
Ha l'aria di essere gentile e rassegnato.
"Quanto le metto?"
"Il pieno, grazie"
Mentre la pistola del distributore è infilata nel serbatoio, con molta dignità e gentilezza comincia a lavare il vetro della mia auto. E' concentrato in se stesso. Cerca sempre di essere impegnato, quasi non volesse partire per voli pindarici con il cervello.
Alza lo sguardo davanti al vetro del cruscotto. Io metto i miei occhi nei suoi. Ora ho capito che cosa è il vuoto cosmico: per un attimo posso sentire chi è e dimenticare cosa ha fatto. Non si tratta di perdono ma di comprensione.
Ero venuta qui perchè volevo umiliarlo, offenderlo, urlargli contro e chiedergli infine: Perchè?
Perchè non mi hai amata?
Perchè mi hai lasciata? Sono tua figlia!
Perchè non sei mai venuto a trovarmi?
Io non volevo nulla da te solo la tua presenza!
Desideravo fargli del male ma ora non so cosa sento; forse tanta compassione.
Abbiamo lo stesso naso e lo stesso colore di capelli. E' stanco, si vede.
Forse avrei dovuto evitare? Sembravo indemoniata: ho offeso la mamma, papà, la mia famiglia.
Tutto per essere qui. Ed ora non ho nulla da dirgli.
"Carlo!"
Lui si gira, una donna dall'aspetto smesso e tracurato, lo chiama dall'ufficio. Forse è la moglie.
Da come la tratta deve essere la moglie. E' tutto scocciato, con la testa bassa. Mia madre è molto più bella e fine. Ma come ha fatto lei ad essere attratto da lui?
Comunque deve essere stato proprio un bel ragazzo!
E' quella donna ora la sua compagna?
Le cose sono andate come dovevano, forse, ma io sono stata male per anni.
"Signorina"
"SI"
"Lei li fa i punti?"
"No, veramente no."
"Io glieli do lo stesso"
Lo guardavo negli occhi e dopo una lunga pausa
"Grazie"
Metto la prima e riparto.
Chiuderò anche questo capitolo.
La vita continua.
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sabato 4 aprile 2009
Nel corpo della bestia.
Invito a leggere questo racconto solo a persone con nervi saldi, capaci di dominare la rabbia. Fa senso anche a me leggerlo e l'ho scritto in un momento di inquietudine pensando a quegli uomini che usano violenza sulla propria moglie e alla moglie che non trova il coraggio di cambiare vita e finisce per accettare e abituarsi al mostro. La mia indole mi impone sempre di immergermi nell'ascolto delle persone, anche quelle che mi ripugnano, per cercare di capire e captare i loro pensieri. Scusate non potevo tenere questo raccontino nel cassetto.
Vedo uscire del sangue dal suo naso.
E non mi basta.
Non riesco a smettere di prenderla a calci.
Provo anche una strana soddisfazione di sfogo.
Il suo piagnucolare mi fa incazzare ancora di più. Se finisse di piangere e mi chiedesse di smetterla forse la smetterei.
E ' totalmente gonfia. Non le basta!
Ora è svenuta.
"Ehi, Silvia!"
Io la amo. Perchè le faccio questo? Potrei ucciderla!
Ma lei mi tortura: chiede sempre qualcosa!
Si comporta come se avesse paura di me e questo mi crea disagio. Forse poverina, ha ragione ad averne, dovrei finirla. Ma a volte te le chiede. Te le cava delle mani. E poi, fa sempre la civetta. Saluta con entusiasmo. A me non saluta mai con quell'entusiasmo.
Se non sta bene con me, se ne può andare: mi lascia i figli, se no la gonfio. La uccido.
Fa sempre la vittima. Lei è quella buona, lei è dolce, comprensiva. E' falsa. Io la conosco bene.
La dovrei rimandare da quella merda di famiglia da dove proviene.
Io le faccio fare la signora! La zoccola faceva se non incontrava me!
"Ehi Silvia"
Non rinviene. Vedo se respira.
Respira! Meno male...
" Amore!"
"Oh Dio mio"
"Scusa amore"
"Portami dal dottore, per favore"
"SI andiamo subito, vieni stellina"
Questo tragitto in auto sembra lunghissimo.
Mici mia non parla, non mi dice nulla. E' arrabbiata. ha ragione. Poverina le ho fatto male.
"Vieni ti aiuto."
"Non ti preoccupare"
"Venga signora. Lei aspetti fuori!"
"No, perchè? Voglio entrare anch'io! Sono il marito!"
"Appunto"
Appunto? Stronzo! Io ti rompo a metà. Bastardo! Io voglio stare vicino a mia moglie.
Non esce Silvia.
Quelle troie delle infermiere mi guardano male. Tutte troie le infermiere. Tutte troie le donne.
Mio padre aveva ragione. Diceva: " Le donne bisogna trattarle a Cazzo e cazzotti".
Un uomo è uomo quando si fa rispettare dalla moglie.
Se ripenso a quel dottore mi viene una vampata di fuoco dallo stomaco. Bastardo. Magari è la moglie che mena a lui. Uomo inutile. Non avrà nemmeno gli attributi da uomo.
Sicuramente la moglie ha l'amante.
"Ecco Mici mia."
"Andiamo"
Mi fissa negli occhi. Guarda come l'hanno conciata stì dottori! Ha gli occhi pieni di lacrime. Poverina.
"Si, andiamo"
"Signora, quando vuole siamo pronti ad aiutarla. Se lo ricordi!"
Stronzo. Che vuole quel medico? E dovrei pagare per questa medicazione merdosa? Ah, Governo ladro! Ah dovrebbe tornare capoccione!
" Amore, che vuole quello? Che intende dire?"
"Niente, andiamo"
Ah, come è sofferente, non riesce a parlare.
Poverina.
Ora andiamo a casa e le faccio vedere le stelle. Facciamo l'amore. Sì ne ho proprio voglia. Sì.
Certo mi fa un pò impressione con quei punti in faccia ma tanto...
Vedo uscire del sangue dal suo naso.
E non mi basta.
Non riesco a smettere di prenderla a calci.
Provo anche una strana soddisfazione di sfogo.
Il suo piagnucolare mi fa incazzare ancora di più. Se finisse di piangere e mi chiedesse di smetterla forse la smetterei.
E ' totalmente gonfia. Non le basta!
Ora è svenuta.
"Ehi, Silvia!"
Io la amo. Perchè le faccio questo? Potrei ucciderla!
Ma lei mi tortura: chiede sempre qualcosa!
Si comporta come se avesse paura di me e questo mi crea disagio. Forse poverina, ha ragione ad averne, dovrei finirla. Ma a volte te le chiede. Te le cava delle mani. E poi, fa sempre la civetta. Saluta con entusiasmo. A me non saluta mai con quell'entusiasmo.
Se non sta bene con me, se ne può andare: mi lascia i figli, se no la gonfio. La uccido.
Fa sempre la vittima. Lei è quella buona, lei è dolce, comprensiva. E' falsa. Io la conosco bene.
La dovrei rimandare da quella merda di famiglia da dove proviene.
Io le faccio fare la signora! La zoccola faceva se non incontrava me!
"Ehi Silvia"
Non rinviene. Vedo se respira.
Respira! Meno male...
" Amore!"
"Oh Dio mio"
"Scusa amore"
"Portami dal dottore, per favore"
"SI andiamo subito, vieni stellina"
Questo tragitto in auto sembra lunghissimo.
Mici mia non parla, non mi dice nulla. E' arrabbiata. ha ragione. Poverina le ho fatto male.
"Vieni ti aiuto."
"Non ti preoccupare"
"Venga signora. Lei aspetti fuori!"
"No, perchè? Voglio entrare anch'io! Sono il marito!"
"Appunto"
Appunto? Stronzo! Io ti rompo a metà. Bastardo! Io voglio stare vicino a mia moglie.
Non esce Silvia.
Quelle troie delle infermiere mi guardano male. Tutte troie le infermiere. Tutte troie le donne.
Mio padre aveva ragione. Diceva: " Le donne bisogna trattarle a Cazzo e cazzotti".
Un uomo è uomo quando si fa rispettare dalla moglie.
Se ripenso a quel dottore mi viene una vampata di fuoco dallo stomaco. Bastardo. Magari è la moglie che mena a lui. Uomo inutile. Non avrà nemmeno gli attributi da uomo.
Sicuramente la moglie ha l'amante.
"Ecco Mici mia."
"Andiamo"
Mi fissa negli occhi. Guarda come l'hanno conciata stì dottori! Ha gli occhi pieni di lacrime. Poverina.
"Si, andiamo"
"Signora, quando vuole siamo pronti ad aiutarla. Se lo ricordi!"
Stronzo. Che vuole quel medico? E dovrei pagare per questa medicazione merdosa? Ah, Governo ladro! Ah dovrebbe tornare capoccione!
" Amore, che vuole quello? Che intende dire?"
"Niente, andiamo"
Ah, come è sofferente, non riesce a parlare.
Poverina.
Ora andiamo a casa e le faccio vedere le stelle. Facciamo l'amore. Sì ne ho proprio voglia. Sì.
Certo mi fa un pò impressione con quei punti in faccia ma tanto...
Maleficio della genesi
Imprigionata nella carne miacostretta a giocare, mio malgrado,
al maledetto videogames della vita.
Gioco senza regole,
gioco scorretto,
gioco della vita.
Fermo non puoi stare;
in movimento attrai nemici;
combattere senza tregua distrugge l'anima.
Maleficio della genesi:
qualcuno ha infilato il gettone
ma tu sei costretto a giocare.
Le ferite del cuore non uccidono;
le ferite del corpo non uccidono;
l'illusione della vita eterna,
l'ignoranza del passato
spingono alla follia del videogames della vita
E poi quando impari a conoscerla un pò...
Game over
venerdì 3 aprile 2009
Apoteosi del caos
hanno imparato a sorridere
hanno imparato a piangere.
Ripetono le nostre azioni
sembrano umani ma sono limitati,
amore non c'è nei loro cuori
il loro cruore è diverso da nostro
non hanno fascino, nè carisma;
camminano sulla terra in cerca di potere
camminano sulla terra in cerca di ricchezza
tradiscono popoli e tradiscono anche te
tradiscono popoli e tradiscono anche se stessi.
Amore non c'è nel loro corpo
sentimenti non sembrano emergere.
Falsi, ipocriti e approfittatori
non amano io il prossimo.
Golem di carne invadono il mondo
sono lo specchio della nostra meschinità.
Golem di carne invadono il mondo
quei Golem siamo noi.
giovedì 2 aprile 2009
La banca della fiducia
A chi dedica la sua vita alla cultura
Questi versi sono per tutti coloro che hanno dedicato e dedicano la loro vita alla cultura, lottando affinchè non finisca per diventare una parola dalla vuota ampollosità usata per riempirsi la bocca ma possa essere colta dall'umanità come l'essenza di una persona, di un popolo, il fine a cui tutti gli animi debbano tendere perchè il loro viaggio nella vita abbia avuto un senso.
Alla Dea Serapide
sacrifico i miei sogni
affinchè decida
il suo dono: la Sophia.
Invoco il Suo l'aiuto
affinchè io abbia il coraggio
di imboccare la strada
fino a raggiungere la luce
che brucerà la mia stupidità.
venerdì 27 marzo 2009
Shock: frammento di pensiero
Spesso Johanson pensava: " E se qualcuno con una strana magia, mi avesse catturata nel suo sogno...o incubo?"
Johanson era provata. negli ultimi tempi aveva subito la vita. Succede prima o poi: è un semplice passaggio di questo cammino che troppo affascinante per lasciarlo.
Johanson chiedeva: " Sono pazza?"
Una voce interiore rispondeva: Tutti dobbiamo convivere con la nostra pazzia. Il gioco della vita consiste nell'equilibrio tra follia e ragione, tra noi stessi e il mondo che ci circonda."
Johanson non amava eppure era disponibile verso gli altri.
Non provava emozioni eppure piangeva davanti a un film. Era egoista eppure l'unica persona a cui riusciva a rispondere no era se stessa.
Era così complicato essere felici, sarebbe bastato soddisfare quell'unico desiderio di una vita: Viaggiare
Il nano e la zattera
Un nano stava per affogare in mezzo al mare e cercava disperatamente un appiglio per non cadere a piombo. A un certo punto vide una zattera di legno e si aggrappò disperatamente.
Cercò di salirci sopra ma non ci riuscì. Ripetutamente tentò ma tutto ciò che riusciva a fare era appoggiarsi.
S'incaponì a tal punto da non accorgersi di un'ancora di salvataggio lanciata da una barca che passava di lì , era troppo preso dalla zattera.
Passò persino una nave: ma egli non riuscì a sentirne la sirena, testardamente concentrato a salire sulla zattera con tutte le sue forze.
Alla fine, dopo tanto tempo, forze e opportunità sprecate, a fatica riuscì a salire sulla zattera, alzò gli occhi e vide terra; si accorse solo in quel momento che la zattera non lo reggeva e così affogò.
Nella notte

Il giorno morto si prepara a rinascere
Ed io sono pronta con lui.
Pesco nel buio dell'Anima
Un senso, una direzione
ma nell'Anima l'unica direzione è l'Amore.
Uno straniero vive in me e sono io.
Ancora tanta strada per conoscere lo straniero.
Mimetizzata nel buio dell'Anima
giro a zonzo nella mente e mi perdo.
Non partecipo al materiale della vita
Non ballo nella pista del mondo.
Guardo le altre Anime girare
e mi fermo smarrita.
Anime cercatrici
Se tu mi stai cercando, forse mi troverai.
Se tu mi troverai, forse avrò paura.
Se io avrò paura, forse sarà come se tu non mi avessi mai trovata.
Ma se non mi cercherai, forse io sono pazza.
Se io sono pazza, forse sono morta tanti anni fa.
Ma per morire bisogna esser nati e vivere.
Se io non fossi mai nata
tutto questo sarebbe solo un sogno.
Se questo è un sogno tu mi cercherai lo stesso?
L'Orco del Tempio
L'Orco del tempio non c'è più.
E' andato via.
Quando capisce che non fa
più paura abbandona il tempio,
fiero di aver raggiunto il suo scopo.
L'Orco del Tempio sono io.
Io, nel Tempio che tanto lontano e
inaccessibile mi pareva,
sono ora io l'Orco?
Giro nel tempio, godendone le meraviglie.
Il Tempio è scuro, con fiebile luce.
Voglio aggiungere neon e lampadari,
plafoniere e pò di musica.
Non so se inviterò qualcuno nel tempio.
Io sono l'Orco e potrei spaventare l'ospite.
Il tempio è grande: ha panche di legno vuote e scure.
Non ha un altare,
il vecchio Orco del Tempio lo ha portato con sè.
Disegni e mosaici in oro
riempiono soffitti e pareti.
Un silenzio gommoso nel quale muoversi.
Un silenzio alto sul quale sdraiarsi.
Il pavimento è freddo.
Ho conquistato il tempio dell'Orco: ora l'Orco sono io.
Attendo il prode cavaliere che avrà il coraggio di scacciarmi
e adempiere il destino del tempio.
Attimo intenso
Occhi negli occhi
vite parallele
in altre dimensioni
profumi d'incanto
viaggi e scoperte
dolori e gioie,
tutto in un attimo,
un intenso attimo.
Si apre una voragine
che risucchia l'anima
lasciandoti alla tua realtà:
meschini attori
o grandi mattatori del palco della vita.
Una scena ha sempre un proscenio...
Nessun sogno, appare
un sottile impercettibile divisorio
che mai e poi mai dovrà crollare.
Ha una funzione: dividere la realtà dall'illusione.
Solitudine! (13/8/02)
Ora capisco chi sei.
Amica di ripiego, l'unica!
Quando cerchi la persona e non vuoi trovarla,
tu sei lì
pronta,
pronta a stare accanto a me.
Voglio te non perchè mi piaci
ma perchè sei l'unica.
Anche se avessi il telefono di Dio
non lo chiamerei.
La mia fiebile e costante sofferenza
non la posso e non la voglio dividere con nessuno.
Solo tu, amica di ripiego,
puoi stare con me.
Tu non consoli,
tu non giudichi,
tu non plachi.
Sei solo lì, che mi fai pensare.
Aspetti in silenzio il ritorno
della mia stupidità,
così ritorno nel mondo
e tu vai via, senza pretese.
"9 maggio 2002"
Di quella falsa attività vive
l'Uomo del mio tempo.
Spesso cado nell'inganno ma
ne esco sempre in piedi.
Guardo nello specchio e
vedo il cuore del serpente.
Ignoro le cause della vita,
incoraggio il mio destino
senza oppormi alla eventualità.
Sento dentro il coraggio di pensare
ma spesso avverto il vuoto
ed lì che devo riposarmi
e restare inattiva.
martedì 24 marzo 2009
Indietro non si torna mai, nemmeno per prendere la rincorsa (Paz)
Sono una fenice che per vivere deve rinascere dalle proprie ceneri.
Indietro non si torna mai.
Ogni trasformazione è difficile e complicata, richiede forza, energia e coraggio. Il coraggio di canalizzare attraverso un atto creativo quello che abbiamo dentro, sia rabbia, repressione, sensazioni negative.
Il libro daimon è un libro che ho cominciato a scrivere quando svolgevo quella terribile, avvilente professione, identitificata come avvocato. Eroi coloro che la riescono a portare avanti tutta la vita!
All'epoca ero già alla frutta, dentro la stanza adibita ad ufficio legale, presso l'agenzia immobiliare di Andrea, mio compagno di vita.
La professione legale richiede uno sforzo terribile se non sei munito di una certa indole. Ed io mi sentivo Dorothy nel mondo dei grandi, solo le miei scarpette rosse nessuno è riuscito a strapparmele così sono uscita da Oz senza il bisogno di recarmi dal mago.
Così cominciai a scrivere questo piccolo saggio.
Poi abbandonando la professione legale mi gettai nella conquista della cultura aprendo il Bookcafè e ripresi dopo qualche anno a scrivere.Alla fine il mago o ad Oz o nel paese delle meraviglie lo devi incontrare comunque. non puoi sfuggire a questo momento.
Dopo aver fatto tanti lavori nella mia vita non ho ancora capito quale sia il mio ruolo in questo mondo?
Non mi cruccio più per questo.
Molte persone hanno un ruolo fisso nella vita.
Io no.
Io sono un jolly a disposizione della vita.
Mia madre direbbe che sono afflitta da sindrome di Peter Pan...
Mio padre che ancora non ho trovato l'idea giusta...
Il mio dominus che ci marcio ...
Io dico solo che sono uno specchio e ognuno ci veda quel che vuole.
La vita per il momento mi ha insegnato a non temere di essere una girovaga del rischio e dalla vita devi prendere quello che ti dà.
lunedì 23 marzo 2009
martedì 27 gennaio 2009
Ciao amici!
Ciao amici del Bookcafè.
Grazie per non averci dimenticato.
Molti si preoccupano per noi e chiedono: cosa farete?
Io sto cercando un gruppo, suono la batteria.
Patrizia sta cercando lavoro. Ma è dura.
In casa sono sommersa dai libri e anche dai debiti che il Bookcafè prima di morire mi ha lasciato. Ma oggi, in fondo, chi non ha debiti non è alla moda! Purtroppo ho dovuto uccidere Bookcafè per mezzo dell'eutanasia, altrimenti uccideva me. Ci stava quasi riuscendo...
Sto mettendo su un'associazione culturale, il giornale di Montesilvano continua ad uscire e sto aspettando di sapere dove l'intento mi guiderà questa volta.
Molti amano i libri, la conoscenza e l'arte. Spesso si è soliti essere negativi e dire: non interessa a nessuno, ma questo è sbagliato. Interessa a molti.
Il luogo della cultura è un non luogo chiuso dentro di noi che si evolve in continuazione e tutti possiamo contribuire a questa evoluzione. I luoghi reali dove ci si incontra e si scambiano idee sono stelle cadenti da cavalcare conla fantasia e lasciar andare dopo un pò, altrimenti perdono il loro fascino.
E' necessario nella vita avere il coraggio di distaccarsi dalle cose, per quanto appaiono importanti, perchè solo questa è la porta per la Libertà.
Arrivederci amici.
La vostra Angela Curatolo.
martedì 23 dicembre 2008
Buon Natale!
Cari seguaci del Bookcafè,
è vero chiudiamo i battenti commerciali, ma state in campana, perchè presto fonderemo un'associazione culturale. Una cosa seria, vera e non quelle sedicenti associazioni che nascono solo per sgrassare le casse pubbliche con la scusa della cultura che poi alla fine cultura non è.
Intanto chi ci vuole bene e sentirà la nostra mancanza potrà avere notizie di noi tramite
il giornale di Montesilvano.
E se proprio vi scappa l'esigenza di contattarci inviateci una e-mail.
montesivanomia@gmail.com
zaffiromagazine@yahoo.it
Vogliamo tranquillizzare tutte quelle persone che ci hanno chiesto preoccupate:
Ma cosa farete ora?
Non temete, l'erba cattiva non muore mai! State allerta che prima o poi si riciccia da qualche parte, più aggressive che mai!
Noi la nostra parte l'abbiamo fatta ora tocca a voi!
Se esistesse la reincarnazione possiamo con limpidità dichiarare di aver assolto al nostro Karma per quanto riguarda questa città. Adesso siamo siamo in credito.
Buon Anno e mi raccomando continuate a comprare libri che non fanno male e non mordono....
Non abbiate l'arroganza di sapere sempre tutto perchè non è così! Non si finisce mai d'imparare.
E invece di acquistare sciocchezze ai vostri figli, cellullari, attrezzi sportivi inutili e vestiti da smorfiosi alla moda, riempite di libri le vostre benedette case di cemento. Dio lo sa quanto gli abitanti di questa città ne hanno bisogno.
Cominciate a pensare con la vostra testa.
Evolvetevi! Oltre la porchetta c'è di più!
Un abbraccio fraterno.
Angela.
è vero chiudiamo i battenti commerciali, ma state in campana, perchè presto fonderemo un'associazione culturale. Una cosa seria, vera e non quelle sedicenti associazioni che nascono solo per sgrassare le casse pubbliche con la scusa della cultura che poi alla fine cultura non è.
Intanto chi ci vuole bene e sentirà la nostra mancanza potrà avere notizie di noi tramite
il giornale di Montesilvano.
E se proprio vi scappa l'esigenza di contattarci inviateci una e-mail.
montesivanomia@gmail.com
zaffiromagazine@yahoo.it
Vogliamo tranquillizzare tutte quelle persone che ci hanno chiesto preoccupate:
Ma cosa farete ora?
Non temete, l'erba cattiva non muore mai! State allerta che prima o poi si riciccia da qualche parte, più aggressive che mai!
Noi la nostra parte l'abbiamo fatta ora tocca a voi!
Se esistesse la reincarnazione possiamo con limpidità dichiarare di aver assolto al nostro Karma per quanto riguarda questa città. Adesso siamo siamo in credito.
Buon Anno e mi raccomando continuate a comprare libri che non fanno male e non mordono....
Non abbiate l'arroganza di sapere sempre tutto perchè non è così! Non si finisce mai d'imparare.
E invece di acquistare sciocchezze ai vostri figli, cellullari, attrezzi sportivi inutili e vestiti da smorfiosi alla moda, riempite di libri le vostre benedette case di cemento. Dio lo sa quanto gli abitanti di questa città ne hanno bisogno.
Cominciate a pensare con la vostra testa.
Evolvetevi! Oltre la porchetta c'è di più!
Un abbraccio fraterno.
Angela.
martedì 9 dicembre 2008
Sconti al 50% e libri a 0.50 centesimi!
Affrettatevi a fare i vostri regali di Natale al Bookcafè!
Ultimi giorni per acquistare i libri al 50% di sconto.
Ultimi giorni per acquistare i libri al 50% di sconto.
sabato 15 novembre 2008
LA STRADA NON PRESA di Robert Frost
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finchè potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benchè, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,
Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.
Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove tra molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io…..
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
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