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lunedì 20 aprile 2009
Presentazione alla libreria Libernauta del 19 aprile 2009
Il prossimo appuntamento è a Chieti il 15 maggio alla libreria De Luca.
mercoledì 15 aprile 2009
Daimon
Ciao.
Vi invito tutti alla presentazione in anteprima del mio primo libro Daimon.
Vi aspetto al Libernauta domenica 19 aprile alle 18.
Mi piacerebbe vedervi e salutarvi!
Angela
Dal Capitolo I
Irriducibile Spirito
La vita è una vacanza dall'eternità.
All'inizio spensierati, curiosi e pieni di entusiasmo intraprendiamo il viaggio dell'esistenza. Tutto appare talmente affascinante. Ogni fenomeno è una novità ed è inebriante come il profumo dell'acacia. È difficile evitare di soffermarsi su ogni cosa che percepiamo, tutto ciò che è compreso nel nostro orizzonte sembra invitante e degno di essere osservato. Si ha la sensazione che la vita sia un enorme parco giochi da scoprire.
Durante il percorso, però, si comincia a capire che proprio tutto, seppure affascinante, non può essere sperimentato. Sorge l'esigenza di operare delle scelte. Non conoscendo bene le strade della vita, ci si documenta presso chi ne sa di più. Spesso ci si affida ai consigli di chi ha già percorso un lungo tragitto, altre volte le tappe sono imposte, altre ancora l'Istinto ci guida.
In ogni caso qualsiasi itinerario intrapreso preclude delle strade, delle fermate, delle esperienze.
Alcuni vanno avanti nel loro itinerario guidato, senza crucci, domande, rimpianti. Il loro entusiasmo si trasforma in rassegnazione senza passaggi intermedi.
Altri invece, spiriti di insaziabili curiosità, fermamente attaccati alla speranza di dare un significato a questo prezioso passaggio, investono il loro tempo nella ricerca di risposte ad un'unica domanda : esiste la felicità?
Vi invito tutti alla presentazione in anteprima del mio primo libro Daimon.
Vi aspetto al Libernauta domenica 19 aprile alle 18.
Mi piacerebbe vedervi e salutarvi!
Angela
Dal Capitolo I
Irriducibile Spirito
La vita è una vacanza dall'eternità.
All'inizio spensierati, curiosi e pieni di entusiasmo intraprendiamo il viaggio dell'esistenza. Tutto appare talmente affascinante. Ogni fenomeno è una novità ed è inebriante come il profumo dell'acacia. È difficile evitare di soffermarsi su ogni cosa che percepiamo, tutto ciò che è compreso nel nostro orizzonte sembra invitante e degno di essere osservato. Si ha la sensazione che la vita sia un enorme parco giochi da scoprire.
Durante il percorso, però, si comincia a capire che proprio tutto, seppure affascinante, non può essere sperimentato. Sorge l'esigenza di operare delle scelte. Non conoscendo bene le strade della vita, ci si documenta presso chi ne sa di più. Spesso ci si affida ai consigli di chi ha già percorso un lungo tragitto, altre volte le tappe sono imposte, altre ancora l'Istinto ci guida.
In ogni caso qualsiasi itinerario intrapreso preclude delle strade, delle fermate, delle esperienze.
Alcuni vanno avanti nel loro itinerario guidato, senza crucci, domande, rimpianti. Il loro entusiasmo si trasforma in rassegnazione senza passaggi intermedi.
Altri invece, spiriti di insaziabili curiosità, fermamente attaccati alla speranza di dare un significato a questo prezioso passaggio, investono il loro tempo nella ricerca di risposte ad un'unica domanda : esiste la felicità?
giovedì 9 aprile 2009
I sorrisi dell'Amazzone
Procede il cammino verso i sensi sconnessi dell'esistenza.
Missione, sanzione o premio sono nella vita, nel respiro della natura.
Finalmente in trincea, carica sì di responsabilità,
esposta sì al pericolo,
ma consapevole.
Permeo la vita con i suoi inviti ad osare.
Rischio, gioco, perdo e vinco.
L'altalena delle emozioni non si ferma mai, sempre spinta dalla voglia di agire.
Non parlo più: agisco.
Non pretendo più: vivo.
I sorrisi dell'Amazzone
riempiono di coraggio
il bambino prescelto dall'intelligenza Azzurra.
I sorrisi dell'Amazzone
spaventano lo stolto iniquo,
essere avido,
abbarbicato sul monte dell'effimero.
Missione, sanzione o premio sono nella vita, nel respiro della natura.
Finalmente in trincea, carica sì di responsabilità,
esposta sì al pericolo,
ma consapevole.
Permeo la vita con i suoi inviti ad osare.
Rischio, gioco, perdo e vinco.
L'altalena delle emozioni non si ferma mai, sempre spinta dalla voglia di agire.
Non parlo più: agisco.
Non pretendo più: vivo.
I sorrisi dell'Amazzone
riempiono di coraggio
il bambino prescelto dall'intelligenza Azzurra.
I sorrisi dell'Amazzone
spaventano lo stolto iniquo,
essere avido,
abbarbicato sul monte dell'effimero.
Entanglement
Il pensiero scorre attraverso macchie d'inchiostro,
imprigionato nella pagina di carta di un quaderno chiuso.
Per liberarlo non è sufficiente aprire il quaderno
e leggere le macchie d'inchiostro.
Per liberare il pensiero serve un altro pensiero
in cerca di un compagno.
Entrambi i pensieri voleranno liberi
in cerca di tanti altri pensieri
che scorrono
in macchie d'inchiostro, imprigionati in pagine
di carta di un quaderno chiuso.
imprigionato nella pagina di carta di un quaderno chiuso.
Per liberarlo non è sufficiente aprire il quaderno
e leggere le macchie d'inchiostro.
Per liberare il pensiero serve un altro pensiero
in cerca di un compagno.
Entrambi i pensieri voleranno liberi
in cerca di tanti altri pensieri
che scorrono
in macchie d'inchiostro, imprigionati in pagine
di carta di un quaderno chiuso.
Il risveglio del bastardo
Ho dimenticato il mio passato;
Ho dimenticato chi ero;
Ma chi ero?
Una Jena ridens in cerca di carogne?
Un serpente arrotolato su un albero di odio?
Una pecora travestita da un lupo?
O un comune granello si sabbia appartenente alla spiaggia dell'invisibile?
Ho dimenticato il mio passato!
Non potevo fare altro!
Mille vite vivo in una e prego Dio di perdonare la mia meschinità.
Immagini di Luce attraversano il cervello mio.
Sembra tutto accaduto in un'altra vita.
Ho dimenticato chi ero;
Ma chi ero?
Una Jena ridens in cerca di carogne?
Un serpente arrotolato su un albero di odio?
Una pecora travestita da un lupo?
O un comune granello si sabbia appartenente alla spiaggia dell'invisibile?
Ho dimenticato il mio passato!
Non potevo fare altro!
Mille vite vivo in una e prego Dio di perdonare la mia meschinità.
Immagini di Luce attraversano il cervello mio.
Sembra tutto accaduto in un'altra vita.
Se tu fossi nato qui
Se tu fossi nato qui ti avrei amato molto.
Se tu fossi nato qui ti avrei protetto.
Se tu fossi nato qui, con amore, ti avrei accompagnato sino alle soglie del mondo insegnandoti, nel frattempo, a viverlo ed amarlo.
Io e il tuo papà ti avremmo addestrato per far sì che tu compissi il tuo destino.
Ti avremmo insegnato che i sensi di colpa sono dei meschini nemici, pettegoli ed intriganti e quindi indegni della tua attenzione.
Ti avremmi tenuto le mani nei momenti di sconforto;
ti avremmo consolato dopo le normali delusioni della tua tenera nuova esistenza.
Ti avremmo incoraggiato a vivere ogni secondo, minuto, ora della tua vita.
Ti avremmo sempre detto: Amore vivi felice e libero e ama la vita!
Ti avremmo spiegato che non esistono certezze nella vita
ma il mondo è amore e libertà
e queste sarebbero state la tua eredità.
Ovunque sei nato:
ti amerò,
figlio mio.
Se tu fossi nato qui ti avrei protetto.
Se tu fossi nato qui, con amore, ti avrei accompagnato sino alle soglie del mondo insegnandoti, nel frattempo, a viverlo ed amarlo.
Io e il tuo papà ti avremmo addestrato per far sì che tu compissi il tuo destino.
Ti avremmo insegnato che i sensi di colpa sono dei meschini nemici, pettegoli ed intriganti e quindi indegni della tua attenzione.
Ti avremmi tenuto le mani nei momenti di sconforto;
ti avremmo consolato dopo le normali delusioni della tua tenera nuova esistenza.
Ti avremmo incoraggiato a vivere ogni secondo, minuto, ora della tua vita.
Ti avremmo sempre detto: Amore vivi felice e libero e ama la vita!
Ti avremmo spiegato che non esistono certezze nella vita
ma il mondo è amore e libertà
e queste sarebbero state la tua eredità.
Ovunque sei nato:
ti amerò,
figlio mio.
lunedì 6 aprile 2009
Il rito della restituzione
Un giorno mi recai nelle grotte profonde di una grossa montagna. Perlustrai, curiosamente, ogni angolo oscuro e freddo; superficiale e meschina non seppi dedicare a quel luogo l'attenzione che meritava. Non capii l'importanza di quel itinerario e il messaggio delle sue stallattiti, fiera della mia luce pensavo che nessuna ombra mai avrebbe potuto proiettare le mie debolezze e paure. Raggiunsi l'apice della mia saccenza quando, prima di uscire da quelle grotte, che si mostrarono all'ora accoglienti, compassionevoli e pazienti, mi appropriai furtivamente di una piccola pietra spigolosa. La stupidità spinge al possesso e il possesso a commettere quell'illecito che, sovente, viene punito solo ed esclusivamente dalla propria coscienza dopo un ciclo di trasformazione dell'ego.
Così il buio che mi fu risparmiato all'ora dalle grotte successivamente non tardò ad emergere dalla mia coscienza, che non si mostrò indulgente come le grotte della grossa montagna.
Camminai, così, nell'oscurità, perchè la luce, che tanto pensavo potesse essere mia per sempre, scomparve. Vagai nella nebbia, urtando contro ogni ostacolo che si presentava davanti a quell'iter apparentemente senza senso. Mi sentivo abbandonata e sola, non vedevo nulla e tutto quello che sapevo fare era chiedermi: Perchè?
Camminare fu la mia salvezza e la fatica mi costringeva a liberarmi dei pesi che aggravavano i miei passi. Ogni peso che toglievo dalle mie tasche apriva uno squarcio di fioca luce. Nel pianto e nei singhiozzi, continuando ad urtare stoicamente contro gli ostacoli, capiì che quella era la cosa giusta da fare: buttare via ogni piccolo oggetto che avevo addosso.
Finalmente cominciò a sorgere il Sole, che mi permetteva di superare gli ostacoli senza farmi male, solo in quel momento mi accorsi che in una tasca dimenticata del mio abito era rimasta solo quella piccola pietra di cui mi ero furtivamente appropriata, mancando di rispetto alla grande montagna che mi aveva accolto nel suo grembo.
Tutto mi fu chiaro.
Approfittai della luce del Sole e prima che la notte potesse calare sulla mia Anima esausta, tornai senza indugi, piena di entusiasmo nelle grotte della grossa montagna e con rispetto e riconoscenza restituii la piccola pietra al suo posto.
In quel momento, solo all'ora, fui scaraventata violentemente dalle grotte e fui illuminata da quella che credevo che mai e poi mai potesse essere offuscata da ombre: la mia Luce.
Compresi la mia stupidità e la vidi nuotare nello stesso mare insieme a quella dei miei simili, mentre le tasche cominciavano nuovamente a riempirsi: ma ero consapevole che ben presto le avrei dovuto svuotare.
Così il buio che mi fu risparmiato all'ora dalle grotte successivamente non tardò ad emergere dalla mia coscienza, che non si mostrò indulgente come le grotte della grossa montagna.
Camminai, così, nell'oscurità, perchè la luce, che tanto pensavo potesse essere mia per sempre, scomparve. Vagai nella nebbia, urtando contro ogni ostacolo che si presentava davanti a quell'iter apparentemente senza senso. Mi sentivo abbandonata e sola, non vedevo nulla e tutto quello che sapevo fare era chiedermi: Perchè?
Camminare fu la mia salvezza e la fatica mi costringeva a liberarmi dei pesi che aggravavano i miei passi. Ogni peso che toglievo dalle mie tasche apriva uno squarcio di fioca luce. Nel pianto e nei singhiozzi, continuando ad urtare stoicamente contro gli ostacoli, capiì che quella era la cosa giusta da fare: buttare via ogni piccolo oggetto che avevo addosso.
Finalmente cominciò a sorgere il Sole, che mi permetteva di superare gli ostacoli senza farmi male, solo in quel momento mi accorsi che in una tasca dimenticata del mio abito era rimasta solo quella piccola pietra di cui mi ero furtivamente appropriata, mancando di rispetto alla grande montagna che mi aveva accolto nel suo grembo.
Tutto mi fu chiaro.
Approfittai della luce del Sole e prima che la notte potesse calare sulla mia Anima esausta, tornai senza indugi, piena di entusiasmo nelle grotte della grossa montagna e con rispetto e riconoscenza restituii la piccola pietra al suo posto.
In quel momento, solo all'ora, fui scaraventata violentemente dalle grotte e fui illuminata da quella che credevo che mai e poi mai potesse essere offuscata da ombre: la mia Luce.
Compresi la mia stupidità e la vidi nuotare nello stesso mare insieme a quella dei miei simili, mentre le tasche cominciavano nuovamente a riempirsi: ma ero consapevole che ben presto le avrei dovuto svuotare.
domenica 5 aprile 2009
Morso che spezza
Voglio colorare la mia vita
con un gesto di coraggio,
abbattere le mura troppo spesse
di una vita di passaggio.
Liberarmi di quella rete
che ho costrito io
tanto tempo fa.
Oltre Ego, narcisismo,
oltre i soldi, c'è di più: la Libertà.
Viaggio a frequenze molto alte
l'entusiasmo mio
semina gente.
Adesso ricordo perchè sono qua:
è una vacanza dall'eternità.
con un gesto di coraggio,
abbattere le mura troppo spesse
di una vita di passaggio.
Liberarmi di quella rete
che ho costrito io
tanto tempo fa.
Oltre Ego, narcisismo,
oltre i soldi, c'è di più: la Libertà.
Viaggio a frequenze molto alte
l'entusiasmo mio
semina gente.
Adesso ricordo perchè sono qua:
è una vacanza dall'eternità.
Radar di vita
Figlio della vita,
che decidi con il cuore e agisci con l'intelligenza,
come un ramo di pesco trasportato dalla corrente del fiume in piena,
cammini lungo le strade del mondo.
Cittadino dell'Universo,
sai che il rischio è un punto di vista sito accanto all'illusione della certezza.
Tu hai cambiato ormai casa e vivi il presente precario,
amando l'incauto giorno,
sorprendente come una notte di Luna calante.
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
L'oblio della realtà
Per due soldi
acquista la tua prigione
e per quattro
la tua finta felicità.
La maga Circe t'ha fatto dimenticare
L'unico scopo: vivere e amare
Saltar dalla giostra
Fa girar un pò la testa
Ma è un momento poi passerà.
Hai bevuto l'Acqua del fiume Lete
dimenticando Onore e Lealtà.
acquista la tua prigione
e per quattro
la tua finta felicità.
La maga Circe t'ha fatto dimenticare
L'unico scopo: vivere e amare
Saltar dalla giostra
Fa girar un pò la testa
Ma è un momento poi passerà.
Hai bevuto l'Acqua del fiume Lete
dimenticando Onore e Lealtà.
Lilly Put nel mondo dei grandi
Giro e vedo sofferenza
Rassegnazione all'illusione
Non contenti della truffa
coinvolgono il grande omone.
L'omone crede nella bugia
e i suoi pensieri fuggono e allontanano il destino "infame"
ma il il destino torna con il suo copione
perchè l'omone non vuole vedere le battute.
Allora il destino insiste
e viene scoraggiato e beffeggiato
da una truffa ben riuscita: la finta vita.
Riflessione
FinsburyPark 2002
Carrambola di anime
in dimensione stoica.
Ieratica poesia automatizzata
in bolle fragili di Libertà.
Danza meccanica
in un circolo multimediale.
L'essere assopito
non gode il suo viaggio qui.
in dimensione stoica.
Ieratica poesia automatizzata
in bolle fragili di Libertà.
Danza meccanica
in un circolo multimediale.
L'essere assopito
non gode il suo viaggio qui.
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
Hammerstreet (Londra 2002)
Partire è come restare
se nell'ardire della comunanza
soggiace loquace l'intemperanza
di un mondo interno alla ragione
spinto dal vivo odio e rancore.
L'insipido gusto dell'osare
quando la posta in gioco è l'amore,
toglie il respiro ai girovaghi del rischio.
(Pub- Blu anchor)
se nell'ardire della comunanza
soggiace loquace l'intemperanza
di un mondo interno alla ragione
spinto dal vivo odio e rancore.
L'insipido gusto dell'osare
quando la posta in gioco è l'amore,
toglie il respiro ai girovaghi del rischio.
(Pub- Blu anchor)
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
Victoria Street (Aprile 2002)
In un luogo senza tempo,
con persone senza età
vivi appieno la tua vita
per andare a morire un pò più in là.
(Londra)
con persone senza età
vivi appieno la tua vita
per andare a morire un pò più in là.
(Londra)
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
Il signor Nessuno
Cammino sulla terra indifferente ai cicli del mondo, indifferente alle emozioni altrui.
Mi presento:
il mio nome è Nessuno, Signor Nessuno.
Mi ostino a girare per le vie delle città, fumando incessantemente.
A nessuno importa di me e la cosa è reciproca.
Guardo e osservo perchè il mondo è la mia tv.
Solitudine è la mia compagna.
Nessuno è colui che annulla i processi del mondo dentro sè.
Colui che dissolve le emozioni nel cuore e libera i pensieri dalla mente.
sabato 4 aprile 2009
Comprensione
Quell'uomo non poteva essere mio padre.
Erano decenni che fantasticavo su di lui. Ho immaginato che fosse un principe, un uomo ricco, un attore, un produttore cinematografico, un eroe, un agente segreto. Ho sempre sperato che fosse un uomo buono, intelligente, serio, spiritoso. Ma è stata una mia mancanza. Che uomo è uno che abbandona la sua prole? Uno che nega, rifiuta di essere un genitore?
Ora che è qui, davanti a me, non posso credere che sia lui.
L'ho cercato, l'ho inseguito, ho indagato per trovarlo, per incontrarlo.
Mi accorgo che è un uomo. Un semplicissimo uomo.
"Buongiorno"
"Buongiorno" mi risponde.
Ha l'aria di essere gentile e rassegnato.
"Quanto le metto?"
"Il pieno, grazie"
Mentre la pistola del distributore è infilata nel serbatoio, con molta dignità e gentilezza comincia a lavare il vetro della mia auto. E' concentrato in se stesso. Cerca sempre di essere impegnato, quasi non volesse partire per voli pindarici con il cervello.
Alza lo sguardo davanti al vetro del cruscotto. Io metto i miei occhi nei suoi. Ora ho capito che cosa è il vuoto cosmico: per un attimo posso sentire chi è e dimenticare cosa ha fatto. Non si tratta di perdono ma di comprensione.
Ero venuta qui perchè volevo umiliarlo, offenderlo, urlargli contro e chiedergli infine: Perchè?
Perchè non mi hai amata?
Perchè mi hai lasciata? Sono tua figlia!
Perchè non sei mai venuto a trovarmi?
Io non volevo nulla da te solo la tua presenza!
Desideravo fargli del male ma ora non so cosa sento; forse tanta compassione.
Abbiamo lo stesso naso e lo stesso colore di capelli. E' stanco, si vede.
Forse avrei dovuto evitare? Sembravo indemoniata: ho offeso la mamma, papà, la mia famiglia.
Tutto per essere qui. Ed ora non ho nulla da dirgli.
"Carlo!"
Lui si gira, una donna dall'aspetto smesso e tracurato, lo chiama dall'ufficio. Forse è la moglie.
Da come la tratta deve essere la moglie. E' tutto scocciato, con la testa bassa. Mia madre è molto più bella e fine. Ma come ha fatto lei ad essere attratto da lui?
Comunque deve essere stato proprio un bel ragazzo!
E' quella donna ora la sua compagna?
Le cose sono andate come dovevano, forse, ma io sono stata male per anni.
"Signorina"
"SI"
"Lei li fa i punti?"
"No, veramente no."
"Io glieli do lo stesso"
Lo guardavo negli occhi e dopo una lunga pausa
"Grazie"
Metto la prima e riparto.
Chiuderò anche questo capitolo.
La vita continua.
Erano decenni che fantasticavo su di lui. Ho immaginato che fosse un principe, un uomo ricco, un attore, un produttore cinematografico, un eroe, un agente segreto. Ho sempre sperato che fosse un uomo buono, intelligente, serio, spiritoso. Ma è stata una mia mancanza. Che uomo è uno che abbandona la sua prole? Uno che nega, rifiuta di essere un genitore?
Ora che è qui, davanti a me, non posso credere che sia lui.
L'ho cercato, l'ho inseguito, ho indagato per trovarlo, per incontrarlo.
Mi accorgo che è un uomo. Un semplicissimo uomo.
"Buongiorno"
"Buongiorno" mi risponde.
Ha l'aria di essere gentile e rassegnato.
"Quanto le metto?"
"Il pieno, grazie"
Mentre la pistola del distributore è infilata nel serbatoio, con molta dignità e gentilezza comincia a lavare il vetro della mia auto. E' concentrato in se stesso. Cerca sempre di essere impegnato, quasi non volesse partire per voli pindarici con il cervello.
Alza lo sguardo davanti al vetro del cruscotto. Io metto i miei occhi nei suoi. Ora ho capito che cosa è il vuoto cosmico: per un attimo posso sentire chi è e dimenticare cosa ha fatto. Non si tratta di perdono ma di comprensione.
Ero venuta qui perchè volevo umiliarlo, offenderlo, urlargli contro e chiedergli infine: Perchè?
Perchè non mi hai amata?
Perchè mi hai lasciata? Sono tua figlia!
Perchè non sei mai venuto a trovarmi?
Io non volevo nulla da te solo la tua presenza!
Desideravo fargli del male ma ora non so cosa sento; forse tanta compassione.
Abbiamo lo stesso naso e lo stesso colore di capelli. E' stanco, si vede.
Forse avrei dovuto evitare? Sembravo indemoniata: ho offeso la mamma, papà, la mia famiglia.
Tutto per essere qui. Ed ora non ho nulla da dirgli.
"Carlo!"
Lui si gira, una donna dall'aspetto smesso e tracurato, lo chiama dall'ufficio. Forse è la moglie.
Da come la tratta deve essere la moglie. E' tutto scocciato, con la testa bassa. Mia madre è molto più bella e fine. Ma come ha fatto lei ad essere attratto da lui?
Comunque deve essere stato proprio un bel ragazzo!
E' quella donna ora la sua compagna?
Le cose sono andate come dovevano, forse, ma io sono stata male per anni.
"Signorina"
"SI"
"Lei li fa i punti?"
"No, veramente no."
"Io glieli do lo stesso"
Lo guardavo negli occhi e dopo una lunga pausa
"Grazie"
Metto la prima e riparto.
Chiuderò anche questo capitolo.
La vita continua.
Nel corpo della bestia.
Invito a leggere questo racconto solo a persone con nervi saldi, capaci di dominare la rabbia. Fa senso anche a me leggerlo e l'ho scritto in un momento di inquietudine pensando a quegli uomini che usano violenza sulla propria moglie e alla moglie che non trova il coraggio di cambiare vita e finisce per accettare e abituarsi al mostro. La mia indole mi impone sempre di immergermi nell'ascolto delle persone, anche quelle che mi ripugnano, per cercare di capire e captare i loro pensieri. Scusate non potevo tenere questo raccontino nel cassetto.
Vedo uscire del sangue dal suo naso.
E non mi basta.
Non riesco a smettere di prenderla a calci.
Provo anche una strana soddisfazione di sfogo.
Il suo piagnucolare mi fa incazzare ancora di più. Se finisse di piangere e mi chiedesse di smetterla forse la smetterei.
E ' totalmente gonfia. Non le basta!
Ora è svenuta.
"Ehi, Silvia!"
Io la amo. Perchè le faccio questo? Potrei ucciderla!
Ma lei mi tortura: chiede sempre qualcosa!
Si comporta come se avesse paura di me e questo mi crea disagio. Forse poverina, ha ragione ad averne, dovrei finirla. Ma a volte te le chiede. Te le cava delle mani. E poi, fa sempre la civetta. Saluta con entusiasmo. A me non saluta mai con quell'entusiasmo.
Se non sta bene con me, se ne può andare: mi lascia i figli, se no la gonfio. La uccido.
Fa sempre la vittima. Lei è quella buona, lei è dolce, comprensiva. E' falsa. Io la conosco bene.
La dovrei rimandare da quella merda di famiglia da dove proviene.
Io le faccio fare la signora! La zoccola faceva se non incontrava me!
"Ehi Silvia"
Non rinviene. Vedo se respira.
Respira! Meno male...
" Amore!"
"Oh Dio mio"
"Scusa amore"
"Portami dal dottore, per favore"
"SI andiamo subito, vieni stellina"
Questo tragitto in auto sembra lunghissimo.
Mici mia non parla, non mi dice nulla. E' arrabbiata. ha ragione. Poverina le ho fatto male.
"Vieni ti aiuto."
"Non ti preoccupare"
"Venga signora. Lei aspetti fuori!"
"No, perchè? Voglio entrare anch'io! Sono il marito!"
"Appunto"
Appunto? Stronzo! Io ti rompo a metà. Bastardo! Io voglio stare vicino a mia moglie.
Non esce Silvia.
Quelle troie delle infermiere mi guardano male. Tutte troie le infermiere. Tutte troie le donne.
Mio padre aveva ragione. Diceva: " Le donne bisogna trattarle a Cazzo e cazzotti".
Un uomo è uomo quando si fa rispettare dalla moglie.
Se ripenso a quel dottore mi viene una vampata di fuoco dallo stomaco. Bastardo. Magari è la moglie che mena a lui. Uomo inutile. Non avrà nemmeno gli attributi da uomo.
Sicuramente la moglie ha l'amante.
"Ecco Mici mia."
"Andiamo"
Mi fissa negli occhi. Guarda come l'hanno conciata stì dottori! Ha gli occhi pieni di lacrime. Poverina.
"Si, andiamo"
"Signora, quando vuole siamo pronti ad aiutarla. Se lo ricordi!"
Stronzo. Che vuole quel medico? E dovrei pagare per questa medicazione merdosa? Ah, Governo ladro! Ah dovrebbe tornare capoccione!
" Amore, che vuole quello? Che intende dire?"
"Niente, andiamo"
Ah, come è sofferente, non riesce a parlare.
Poverina.
Ora andiamo a casa e le faccio vedere le stelle. Facciamo l'amore. Sì ne ho proprio voglia. Sì.
Certo mi fa un pò impressione con quei punti in faccia ma tanto...
Vedo uscire del sangue dal suo naso.
E non mi basta.
Non riesco a smettere di prenderla a calci.
Provo anche una strana soddisfazione di sfogo.
Il suo piagnucolare mi fa incazzare ancora di più. Se finisse di piangere e mi chiedesse di smetterla forse la smetterei.
E ' totalmente gonfia. Non le basta!
Ora è svenuta.
"Ehi, Silvia!"
Io la amo. Perchè le faccio questo? Potrei ucciderla!
Ma lei mi tortura: chiede sempre qualcosa!
Si comporta come se avesse paura di me e questo mi crea disagio. Forse poverina, ha ragione ad averne, dovrei finirla. Ma a volte te le chiede. Te le cava delle mani. E poi, fa sempre la civetta. Saluta con entusiasmo. A me non saluta mai con quell'entusiasmo.
Se non sta bene con me, se ne può andare: mi lascia i figli, se no la gonfio. La uccido.
Fa sempre la vittima. Lei è quella buona, lei è dolce, comprensiva. E' falsa. Io la conosco bene.
La dovrei rimandare da quella merda di famiglia da dove proviene.
Io le faccio fare la signora! La zoccola faceva se non incontrava me!
"Ehi Silvia"
Non rinviene. Vedo se respira.
Respira! Meno male...
" Amore!"
"Oh Dio mio"
"Scusa amore"
"Portami dal dottore, per favore"
"SI andiamo subito, vieni stellina"
Questo tragitto in auto sembra lunghissimo.
Mici mia non parla, non mi dice nulla. E' arrabbiata. ha ragione. Poverina le ho fatto male.
"Vieni ti aiuto."
"Non ti preoccupare"
"Venga signora. Lei aspetti fuori!"
"No, perchè? Voglio entrare anch'io! Sono il marito!"
"Appunto"
Appunto? Stronzo! Io ti rompo a metà. Bastardo! Io voglio stare vicino a mia moglie.
Non esce Silvia.
Quelle troie delle infermiere mi guardano male. Tutte troie le infermiere. Tutte troie le donne.
Mio padre aveva ragione. Diceva: " Le donne bisogna trattarle a Cazzo e cazzotti".
Un uomo è uomo quando si fa rispettare dalla moglie.
Se ripenso a quel dottore mi viene una vampata di fuoco dallo stomaco. Bastardo. Magari è la moglie che mena a lui. Uomo inutile. Non avrà nemmeno gli attributi da uomo.
Sicuramente la moglie ha l'amante.
"Ecco Mici mia."
"Andiamo"
Mi fissa negli occhi. Guarda come l'hanno conciata stì dottori! Ha gli occhi pieni di lacrime. Poverina.
"Si, andiamo"
"Signora, quando vuole siamo pronti ad aiutarla. Se lo ricordi!"
Stronzo. Che vuole quel medico? E dovrei pagare per questa medicazione merdosa? Ah, Governo ladro! Ah dovrebbe tornare capoccione!
" Amore, che vuole quello? Che intende dire?"
"Niente, andiamo"
Ah, come è sofferente, non riesce a parlare.
Poverina.
Ora andiamo a casa e le faccio vedere le stelle. Facciamo l'amore. Sì ne ho proprio voglia. Sì.
Certo mi fa un pò impressione con quei punti in faccia ma tanto...
Maleficio della genesi
Imprigionata nella carne miacostretta a giocare, mio malgrado,
al maledetto videogames della vita.
Gioco senza regole,
gioco scorretto,
gioco della vita.
Fermo non puoi stare;
in movimento attrai nemici;
combattere senza tregua distrugge l'anima.
Maleficio della genesi:
qualcuno ha infilato il gettone
ma tu sei costretto a giocare.
Le ferite del cuore non uccidono;
le ferite del corpo non uccidono;
l'illusione della vita eterna,
l'ignoranza del passato
spingono alla follia del videogames della vita
E poi quando impari a conoscerla un pò...
Game over
venerdì 3 aprile 2009
Apoteosi del caos
hanno imparato a sorridere
hanno imparato a piangere.
Ripetono le nostre azioni
sembrano umani ma sono limitati,
amore non c'è nei loro cuori
il loro cruore è diverso da nostro
non hanno fascino, nè carisma;
camminano sulla terra in cerca di potere
camminano sulla terra in cerca di ricchezza
tradiscono popoli e tradiscono anche te
tradiscono popoli e tradiscono anche se stessi.
Amore non c'è nel loro corpo
sentimenti non sembrano emergere.
Falsi, ipocriti e approfittatori
non amano io il prossimo.
Golem di carne invadono il mondo
sono lo specchio della nostra meschinità.
Golem di carne invadono il mondo
quei Golem siamo noi.
giovedì 2 aprile 2009
La banca della fiducia
A chi dedica la sua vita alla cultura
Questi versi sono per tutti coloro che hanno dedicato e dedicano la loro vita alla cultura, lottando affinchè non finisca per diventare una parola dalla vuota ampollosità usata per riempirsi la bocca ma possa essere colta dall'umanità come l'essenza di una persona, di un popolo, il fine a cui tutti gli animi debbano tendere perchè il loro viaggio nella vita abbia avuto un senso.
Alla Dea Serapide
sacrifico i miei sogni
affinchè decida
il suo dono: la Sophia.
Invoco il Suo l'aiuto
affinchè io abbia il coraggio
di imboccare la strada
fino a raggiungere la luce
che brucerà la mia stupidità.
venerdì 27 marzo 2009
Shock: frammento di pensiero
Spesso Johanson pensava: " E se qualcuno con una strana magia, mi avesse catturata nel suo sogno...o incubo?"
Johanson era provata. negli ultimi tempi aveva subito la vita. Succede prima o poi: è un semplice passaggio di questo cammino che troppo affascinante per lasciarlo.
Johanson chiedeva: " Sono pazza?"
Una voce interiore rispondeva: Tutti dobbiamo convivere con la nostra pazzia. Il gioco della vita consiste nell'equilibrio tra follia e ragione, tra noi stessi e il mondo che ci circonda."
Johanson non amava eppure era disponibile verso gli altri.
Non provava emozioni eppure piangeva davanti a un film. Era egoista eppure l'unica persona a cui riusciva a rispondere no era se stessa.
Era così complicato essere felici, sarebbe bastato soddisfare quell'unico desiderio di una vita: Viaggiare
Il nano e la zattera
Un nano stava per affogare in mezzo al mare e cercava disperatamente un appiglio per non cadere a piombo. A un certo punto vide una zattera di legno e si aggrappò disperatamente.
Cercò di salirci sopra ma non ci riuscì. Ripetutamente tentò ma tutto ciò che riusciva a fare era appoggiarsi.
S'incaponì a tal punto da non accorgersi di un'ancora di salvataggio lanciata da una barca che passava di lì , era troppo preso dalla zattera.
Passò persino una nave: ma egli non riuscì a sentirne la sirena, testardamente concentrato a salire sulla zattera con tutte le sue forze.
Alla fine, dopo tanto tempo, forze e opportunità sprecate, a fatica riuscì a salire sulla zattera, alzò gli occhi e vide terra; si accorse solo in quel momento che la zattera non lo reggeva e così affogò.
Nella notte

Il giorno morto si prepara a rinascere
Ed io sono pronta con lui.
Pesco nel buio dell'Anima
Un senso, una direzione
ma nell'Anima l'unica direzione è l'Amore.
Uno straniero vive in me e sono io.
Ancora tanta strada per conoscere lo straniero.
Mimetizzata nel buio dell'Anima
giro a zonzo nella mente e mi perdo.
Non partecipo al materiale della vita
Non ballo nella pista del mondo.
Guardo le altre Anime girare
e mi fermo smarrita.
Anime cercatrici
Se tu mi stai cercando, forse mi troverai.
Se tu mi troverai, forse avrò paura.
Se io avrò paura, forse sarà come se tu non mi avessi mai trovata.
Ma se non mi cercherai, forse io sono pazza.
Se io sono pazza, forse sono morta tanti anni fa.
Ma per morire bisogna esser nati e vivere.
Se io non fossi mai nata
tutto questo sarebbe solo un sogno.
Se questo è un sogno tu mi cercherai lo stesso?
L'Orco del Tempio
L'Orco del tempio non c'è più.
E' andato via.
Quando capisce che non fa
più paura abbandona il tempio,
fiero di aver raggiunto il suo scopo.
L'Orco del Tempio sono io.
Io, nel Tempio che tanto lontano e
inaccessibile mi pareva,
sono ora io l'Orco?
Giro nel tempio, godendone le meraviglie.
Il Tempio è scuro, con fiebile luce.
Voglio aggiungere neon e lampadari,
plafoniere e pò di musica.
Non so se inviterò qualcuno nel tempio.
Io sono l'Orco e potrei spaventare l'ospite.
Il tempio è grande: ha panche di legno vuote e scure.
Non ha un altare,
il vecchio Orco del Tempio lo ha portato con sè.
Disegni e mosaici in oro
riempiono soffitti e pareti.
Un silenzio gommoso nel quale muoversi.
Un silenzio alto sul quale sdraiarsi.
Il pavimento è freddo.
Ho conquistato il tempio dell'Orco: ora l'Orco sono io.
Attendo il prode cavaliere che avrà il coraggio di scacciarmi
e adempiere il destino del tempio.
Attimo intenso
Occhi negli occhi
vite parallele
in altre dimensioni
profumi d'incanto
viaggi e scoperte
dolori e gioie,
tutto in un attimo,
un intenso attimo.
Si apre una voragine
che risucchia l'anima
lasciandoti alla tua realtà:
meschini attori
o grandi mattatori del palco della vita.
Una scena ha sempre un proscenio...
Nessun sogno, appare
un sottile impercettibile divisorio
che mai e poi mai dovrà crollare.
Ha una funzione: dividere la realtà dall'illusione.
Solitudine! (13/8/02)
Ora capisco chi sei.
Amica di ripiego, l'unica!
Quando cerchi la persona e non vuoi trovarla,
tu sei lì
pronta,
pronta a stare accanto a me.
Voglio te non perchè mi piaci
ma perchè sei l'unica.
Anche se avessi il telefono di Dio
non lo chiamerei.
La mia fiebile e costante sofferenza
non la posso e non la voglio dividere con nessuno.
Solo tu, amica di ripiego,
puoi stare con me.
Tu non consoli,
tu non giudichi,
tu non plachi.
Sei solo lì, che mi fai pensare.
Aspetti in silenzio il ritorno
della mia stupidità,
così ritorno nel mondo
e tu vai via, senza pretese.
"9 maggio 2002"
Di quella falsa attività vive
l'Uomo del mio tempo.
Spesso cado nell'inganno ma
ne esco sempre in piedi.
Guardo nello specchio e
vedo il cuore del serpente.
Ignoro le cause della vita,
incoraggio il mio destino
senza oppormi alla eventualità.
Sento dentro il coraggio di pensare
ma spesso avverto il vuoto
ed lì che devo riposarmi
e restare inattiva.
martedì 24 marzo 2009
Indietro non si torna mai, nemmeno per prendere la rincorsa (Paz)
Sono una fenice che per vivere deve rinascere dalle proprie ceneri.
Indietro non si torna mai.
Ogni trasformazione è difficile e complicata, richiede forza, energia e coraggio. Il coraggio di canalizzare attraverso un atto creativo quello che abbiamo dentro, sia rabbia, repressione, sensazioni negative.
Il libro daimon è un libro che ho cominciato a scrivere quando svolgevo quella terribile, avvilente professione, identitificata come avvocato. Eroi coloro che la riescono a portare avanti tutta la vita!
All'epoca ero già alla frutta, dentro la stanza adibita ad ufficio legale, presso l'agenzia immobiliare di Andrea, mio compagno di vita.
La professione legale richiede uno sforzo terribile se non sei munito di una certa indole. Ed io mi sentivo Dorothy nel mondo dei grandi, solo le miei scarpette rosse nessuno è riuscito a strapparmele così sono uscita da Oz senza il bisogno di recarmi dal mago.
Così cominciai a scrivere questo piccolo saggio.
Poi abbandonando la professione legale mi gettai nella conquista della cultura aprendo il Bookcafè e ripresi dopo qualche anno a scrivere.Alla fine il mago o ad Oz o nel paese delle meraviglie lo devi incontrare comunque. non puoi sfuggire a questo momento.
Dopo aver fatto tanti lavori nella mia vita non ho ancora capito quale sia il mio ruolo in questo mondo?
Non mi cruccio più per questo.
Molte persone hanno un ruolo fisso nella vita.
Io no.
Io sono un jolly a disposizione della vita.
Mia madre direbbe che sono afflitta da sindrome di Peter Pan...
Mio padre che ancora non ho trovato l'idea giusta...
Il mio dominus che ci marcio ...
Io dico solo che sono uno specchio e ognuno ci veda quel che vuole.
La vita per il momento mi ha insegnato a non temere di essere una girovaga del rischio e dalla vita devi prendere quello che ti dà.
lunedì 23 marzo 2009
martedì 27 gennaio 2009
Ciao amici!
Ciao amici del Bookcafè.
Grazie per non averci dimenticato.
Molti si preoccupano per noi e chiedono: cosa farete?
Io sto cercando un gruppo, suono la batteria.
Patrizia sta cercando lavoro. Ma è dura.
In casa sono sommersa dai libri e anche dai debiti che il Bookcafè prima di morire mi ha lasciato. Ma oggi, in fondo, chi non ha debiti non è alla moda! Purtroppo ho dovuto uccidere Bookcafè per mezzo dell'eutanasia, altrimenti uccideva me. Ci stava quasi riuscendo...
Sto mettendo su un'associazione culturale, il giornale di Montesilvano continua ad uscire e sto aspettando di sapere dove l'intento mi guiderà questa volta.
Molti amano i libri, la conoscenza e l'arte. Spesso si è soliti essere negativi e dire: non interessa a nessuno, ma questo è sbagliato. Interessa a molti.
Il luogo della cultura è un non luogo chiuso dentro di noi che si evolve in continuazione e tutti possiamo contribuire a questa evoluzione. I luoghi reali dove ci si incontra e si scambiano idee sono stelle cadenti da cavalcare conla fantasia e lasciar andare dopo un pò, altrimenti perdono il loro fascino.
E' necessario nella vita avere il coraggio di distaccarsi dalle cose, per quanto appaiono importanti, perchè solo questa è la porta per la Libertà.
Arrivederci amici.
La vostra Angela Curatolo.
martedì 23 dicembre 2008
Buon Natale!
Cari seguaci del Bookcafè,
è vero chiudiamo i battenti commerciali, ma state in campana, perchè presto fonderemo un'associazione culturale. Una cosa seria, vera e non quelle sedicenti associazioni che nascono solo per sgrassare le casse pubbliche con la scusa della cultura che poi alla fine cultura non è.
Intanto chi ci vuole bene e sentirà la nostra mancanza potrà avere notizie di noi tramite
il giornale di Montesilvano.
E se proprio vi scappa l'esigenza di contattarci inviateci una e-mail.
montesivanomia@gmail.com
zaffiromagazine@yahoo.it
Vogliamo tranquillizzare tutte quelle persone che ci hanno chiesto preoccupate:
Ma cosa farete ora?
Non temete, l'erba cattiva non muore mai! State allerta che prima o poi si riciccia da qualche parte, più aggressive che mai!
Noi la nostra parte l'abbiamo fatta ora tocca a voi!
Se esistesse la reincarnazione possiamo con limpidità dichiarare di aver assolto al nostro Karma per quanto riguarda questa città. Adesso siamo siamo in credito.
Buon Anno e mi raccomando continuate a comprare libri che non fanno male e non mordono....
Non abbiate l'arroganza di sapere sempre tutto perchè non è così! Non si finisce mai d'imparare.
E invece di acquistare sciocchezze ai vostri figli, cellullari, attrezzi sportivi inutili e vestiti da smorfiosi alla moda, riempite di libri le vostre benedette case di cemento. Dio lo sa quanto gli abitanti di questa città ne hanno bisogno.
Cominciate a pensare con la vostra testa.
Evolvetevi! Oltre la porchetta c'è di più!
Un abbraccio fraterno.
Angela.
è vero chiudiamo i battenti commerciali, ma state in campana, perchè presto fonderemo un'associazione culturale. Una cosa seria, vera e non quelle sedicenti associazioni che nascono solo per sgrassare le casse pubbliche con la scusa della cultura che poi alla fine cultura non è.
Intanto chi ci vuole bene e sentirà la nostra mancanza potrà avere notizie di noi tramite
il giornale di Montesilvano.
E se proprio vi scappa l'esigenza di contattarci inviateci una e-mail.
montesivanomia@gmail.com
zaffiromagazine@yahoo.it
Vogliamo tranquillizzare tutte quelle persone che ci hanno chiesto preoccupate:
Ma cosa farete ora?
Non temete, l'erba cattiva non muore mai! State allerta che prima o poi si riciccia da qualche parte, più aggressive che mai!
Noi la nostra parte l'abbiamo fatta ora tocca a voi!
Se esistesse la reincarnazione possiamo con limpidità dichiarare di aver assolto al nostro Karma per quanto riguarda questa città. Adesso siamo siamo in credito.
Buon Anno e mi raccomando continuate a comprare libri che non fanno male e non mordono....
Non abbiate l'arroganza di sapere sempre tutto perchè non è così! Non si finisce mai d'imparare.
E invece di acquistare sciocchezze ai vostri figli, cellullari, attrezzi sportivi inutili e vestiti da smorfiosi alla moda, riempite di libri le vostre benedette case di cemento. Dio lo sa quanto gli abitanti di questa città ne hanno bisogno.
Cominciate a pensare con la vostra testa.
Evolvetevi! Oltre la porchetta c'è di più!
Un abbraccio fraterno.
Angela.
martedì 9 dicembre 2008
Sconti al 50% e libri a 0.50 centesimi!
Affrettatevi a fare i vostri regali di Natale al Bookcafè!
Ultimi giorni per acquistare i libri al 50% di sconto.
Ultimi giorni per acquistare i libri al 50% di sconto.
sabato 15 novembre 2008
LA STRADA NON PRESA di Robert Frost
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finchè potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benchè, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,
Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.
Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove tra molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io…..
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
venerdì 31 ottobre 2008
La fabbrica dell'arrosticino -
Cerca il boccone avariato!
Trama: Carlo Secchio è un bambino di Montesilvano molto povero, talmente povero che a casa sua dormono in 7 dentro lo stesso letto. Il suo desiderio è quello di andare a visitare la fabbrica dell’arrosticino davanti alla quale passa ogni giorno per andare a scuola e l’unico lusso che gli è concesso è di mangiare un arrosticino nel giorno del suo compleanno che divide generosamente con tutta la famiglia. Ma William Vocca, della premiata ditta di arrosticini omonima, bandisce un concorso: chi troverà il bocconcino di pecora avariata avrà la possibilità di visitare la fabbrica ormai chiusa da anni e vincere una fornitura a vita di arrosticini. Ci sono solo 5 bocconi avariati in tutto l’Abruzzo. Il primo bambino a trovare il boccone avariato è Augusto Bummone, che mangia circa 500 arrosticini al giorno. La seconda è una bambina ricchissima, Ver-ruca Saltimbocca, che è capricciosa e viziata, la terza è Violetta Guardarrote, che mastica un boccone di arrosticino Michelino Turdacone che passa tutto il giorno davanti al computer. Con un colpo di fortuna Carlo trova il quinto boccone avariato, buttato ai cani fuori da un’osteria di un paesino dell’entroterra. Accompagnato dal nonno, Carletto, riesce a visitare la fabbrica e assaggia i vari gusti di arrosticino: di rognoni, di pesce, di filetto, di coratella e polmoni. Conosce i simpatici operai della fabbrica gli Arrust’ Arrust’, che lavorano solo per amore della pecora e vengono pagati in arrosticini. I concorrenti vengono eliminati durante la visita alla fabbrica solo a causa dei loro eccessi caratteriali: Augusto vienetutto il giorno, il quarto è risucchiato dal canale degli arrosticini e trasformato in croccante arrosto; Verruca viene buttata nel tritacarne; Violetta assaggiando un arrosticino in via di sperimentazione viene trasformata in pecora; Michelino viene tele-trasportato in un sito web dedicato ai prodotti ovini. Carlo Secchio, spinto dalla fame patita sin dalla nascita, consigliato dal nonno, riuscirà a controllarsi manifestando un comportamento educato per tutto il corso della visita che gli farà vincere una scorta a vita di arrosticini multigusto e la possibilità di diventare il nuovo padrone della premiata ditta Vocca.
lunedì 6 ottobre 2008
Venderò - canzone di Edoardo Bennato

Venderò
le mie scarpe nuove
ad un vecchio manichino
per vedere se si muove
se sta fermo o se mi segue nel cammino
Venderò
il mio diploma
ai maestri del progresso
per costruire un nuovo automa
che dia a loro più ricchezza
e a me il successo
Ai signori mercanti d'arte
venderò la mia pazzia
mi terranno un pò in disparte
chi è normale
non ha molta fantasia
Raffaele è contento
non ha fatto il soldato
ma ha girato e conosce la gente
e mi dice: stai attento
che resti fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia sconfitta
a chi ha bisogno
di sentirsi forte
e come un quadro che sta in soffitta
gli parlerò della mia cattiva sorte
Raffaele è contento
non si è mai laureato
ma ha studiato e guarisce la gente
e mi dice: stai attento
che ti fanno fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò
la mia rabbia
a tutta quella brava gente
che vorrebbe vedermi in gabbia
e forse allora
mi troverebbe divertente.
Ogni cosa ha un suo prezzo
e nessuno lo sa
quanto costa la mia libertà!
mercoledì 27 agosto 2008
giovedì 10 luglio 2008
E' nato il giornale di Montesilvano!
A Montesilvano mancava proprio un giornale sulla città e i suoi cittadini.Ma ora c'è ed è a disposizione di chi vuole dire la sua, raccontare una antica storia, altro.
Se vai sul blog:
http://www.montesilvanomia.blogspot.com/
si può leggere il primo numero.
Partecipano al giornale:
Silvana Di Michele, Tiziana degli Angeli, Dr.ssa in ginecologia Elisanna Sabatini, Dr. in dermatologia Marco Castellaneta, il grande aiuto di Abruzzopress e tanti altri.
Il giornale è un free press, lo trovate quindi nei negozi della città, nella cassetta delle lettere, gratuitamente.
Un abbraccio
Angela.
lunedì 9 giugno 2008
Incontro sulla Pet therapy: attività e terapia assistita con gli animali.
La dr.ssa Caterina Di Michele ha tenuto l'incontro del 7 giugno al Bookcafè.
Durante l'interessante conferenza la dr.ssa ha parlato e illustrato diversi casi di assistenza conla pet therapy.
La dr.ssa organizza corsi per operatori pet therapy.
Per iscriversi ai corsi occorrono i seguenti requisiti:
attitudine per il lavoro nel sociale;
licenza media;
possibilità di lavorare con un animale (preferibilmente cane).
Per ogni informazione: caterinadimichele@libero.it
cell. 339 7524241-


Durante l'interessante conferenza la dr.ssa ha parlato e illustrato diversi casi di assistenza conla pet therapy.
La dr.ssa organizza corsi per operatori pet therapy.
Per iscriversi ai corsi occorrono i seguenti requisiti:
attitudine per il lavoro nel sociale;
licenza media;
possibilità di lavorare con un animale (preferibilmente cane).
Per ogni informazione: caterinadimichele@libero.it
cell. 339 7524241-
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