Non solo Montesilvano: i tuoi comunicati stampa, proposte, lettere, notizie

Quando ridi sei sempre in compagnia ma quando piangi...piangi da solo.

sabato 6 febbraio 2010

La storia di come Sunzi confermò che la sua fama fosse basata su effettive capacità


Un aneddoto interessante che si può leggere ne -L'arte della guerra di Sun tzu- narra come Sunzi abbia potuto dimostrare le sue capacità davanti al suo Re.

Sunzi venne chiamato a corte dal sovrano Helu, re di Wu, poichè famoso per aver scritto 13 libri sull'arte della guerra. Egli lo sfidò ad impiegare la sua grande maestria nella addestramento di eserciti per educare all'ordine le concubine del suo Harem.
Sunzi accetto e venne nominato generale per svolgere la prova.
Allora Helu convocò tutte le sue trecento concubine e Sunzi le divise in due gruppi, pose a capo le favorite del sovrano armandole di alabarda.

Cominciò l'addestramento intensivo chiedendo loro:
"Voi conoscete la sede del cuore, la mano sinistra, la mano destra, le spalle?"
Le donne risposero:
"Si, le conosciamo"
Allora continuò il preambolo:
"Se dico Avanti, guardate verso il cuore; se dico A sinistra, guardate verso la mano sinistra. Se dico A destra verso la mano destra se dico Indietro, alle spalle."
Le donne annuirono ma gli ordini vennero nuovamente impartiti tre volte e spiegati 5 volte.
Al rullo dei tamburi, per iniziare l'ennesima esecuzione degli esercizi, al comando volgersi a destra le donne cominciarono a distrarsi con risolini e chiacchiericcio.
Sunzi si soffermò a pensare e poi sentenziò:
"Se le regole non sono chiare e le spiegazioni sono prive di fervore, la colpa è del generale."
Ripetè per tre volte gli ordini e 5 volte la spiegazione ma sul rullo di tamburo, all'ordine A sinistra le donne si distrassero nuovamente ridendo rumorosamente fra loro.
Allora Sunzi disse:
"Se le regole non sono chiare e le spiegazioni sono prive di fervore la colpa è del generale; se, dopo i chiarimenti, non ci si conforma alle regole la colpa è degli ufficiali."
E così espresse la volontà di far decapitare le favorite a capo dei due gruppi.

Il re che era sulla terrazza ad osservare l'addestramento di Sunzi fece recapitare immediatamente un messaggio:
"La mia modesta persona ha già capito che il generale sa impiegare le truppe. Se sarò privato di queste due concubine il cibo non avrà più dolcezza. Il mio desiderio è che non vengano decapitate.
Ma Sunzi rispose tempestivamente:
"Il vostro servitore è già stato nominato generale e quando un generale comanda l'esercito può anche non accogliere alcuni ordini del suo signore."
Detto questo Sunzi diede l'ordine di farle decapitare.

Dopo aver posto le concubine immediamente inferiori al comando dei due gruppi fece di nuovo eseguire l'esercizio. Le donne andarono a destra a sinistra, avanti, indietro senza mai fiatare.
A quel punto inviò un messaggio al re:
" Le Truppe sono ormai ordinate e il re può passare la rivista. Le potrà impiegare come vorrà spingendole nell'acqua e nel fuoco."
Ma il re rispose:
"Il generale può ritirarsi negli alloggi, non è nostra intenzione procedere alla rivista."
Sunzi disse:
" Il re ama le belle parole ma non sa metterle in pratica".

Helu comprese che Sunzi sapeva davvero impiegare le truppe e lo nominò suo generale definitivamente; egliseppe vincere diverse guerre di conquista.
Fu così che dimostrò che la fama che lo precedeva era basata su effettive capacità.

mercoledì 3 febbraio 2010

L'Aquila capitale europea, speriamo!

"L’Aquila – La presentazione ufficiale della candidatura di L’Aquila a Capitale europea della Cultura per il 2019 avverrà il 19 febbraio prossimo in occasione della Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano. Come reso noto dalla Regione, il Presidente Gianni Chiodi illustrerà la candidatura in quella sede, insieme con l’assessore alla cultura Mauro di Dalmazio, nel corso di una conferenza stampa che rappresenterà il momento conclusivo del progetto a cui si sta lavorando da mesi, anche con il sostegno di Gianni Letta. All’evento è stato invitato a partecipare anche il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Con la sua presenza L’Aquila riceverebbe un “endorsement” nazionale."http://www.inabruzzo.com/?p=27051




Matera, Siena, Ravenna, Padova, Verona e Brindisi pare che saranno le concorrenti. MA io credo L'Aquila vincerà perchè è una città magica che conserva una millenaria memoria della storia Italiana. Basti ricordare il fulcro delle popolazioni italiche che si riunirono per combattere i romani, Celestino V, i monumenti, il castello, l'archeologia, i suoi misteri storici; nonostante i recenti eventi tragici continua a conservare il suo fascino e ben presto tornerà più bella che pria.


Buona fortuna!

Un concorso interessante

Premio Ilaria Alpi: aperto il nuovo bando
Per chi volesse approndire può vedere direttamente l'articolo.

Master per sempre!

Un master per diventare giornalisti multimediali
Al via sabato 6 marzo i corsi milanesi. Il 22 febbraio è l'ultimo giorno utile per le prescrizioni


Per chi fosse intressato c'è l'ennesimo bando e master giornalismo.
E' chiaro ormai che i giornalisti disoccupati stanno diventando un grande affare per tutti. Ormai la disoccupazione in generale è un grande affare per tutti.
Io sono profondamente convinta che i lavori, compresi gli intellettuali, s'imparano lavorando. Un medico dopo aver fatto anni e anni di Università può imparare la professione solo lavorando, così un avvocato, così un ciabattino, così un giornalista.
Dopo aver studiato, dopo aver raggiunto la certezza di sapere scrivere, quale master può essere più prezioso di un lavoro dove la tua responsabilità abilita le capacità e fa crescere la professionalità.
Poi in Italia c'è chi parla di bamboccioni!
E' l'Italia stessa che li crea facendoli diventare eterni studenti.
Per fare l'insegnante una volta era sufficiente l'Istituto magistrale, oggi devi studiare a vita, non basta mai, fino a quando odierai tutti i bambini del mondo e non avrai più voglia di insegnare.
Ma chi promulga queste normative che preparazione ha?
E' chiaro,no, tutti a scuola a vita per sgrassare le fila dei disoccupati.
Che presa in giro!

Premio Europeo

Da mb news di Monza"Il Parlamento europeo assegnerà quest'anno, per la terza volta, il Premio ai giornalisti che hanno trattato importanti temi europei o promosso una migliore comprensione delle istituzioni comunitarie e/o della politica dell’Unione europea. Il Premio prevede quattro categorie: stampa scritta, radio, TV e internet. Il vincitore di ogni singola categoria riceverà 5.000 euro.
Possono concorrere con articoli o reportage individui o gruppi di massimo 5 persone. I contributi presentati dovranno essere stati pubblicati o trasmessi tra il 1° maggio 2009 e il 31 marzo 2010 in una delle lingue ufficiali dell’Unione europea. Tutti i partecipanti devono essere cittadini europei o residenti in uno Stato membro dell’Unione ed essere iscritti all’Ordine dei giornalisti.
La scadenza per la partecipazione
(www.eppj.eu/view/it/introduction.html) è proprio il 31 marzo, mentre il premio sarà consegnato ad ottobre. Il concorso si svolge in due fasi, una nazionale e una europea. In ognuno dei 27 Stati membri una giuria ristretta, composta di giornalisti, selezionerà i vincitori nazionali per ogni categoria. In seguito, una giuria composta di tre deputati europei e di sei giornalisti accreditati a Bruxelles selezionerà i quattro vincitori a livello europeo. La giuria sarà presieduta dal vicepresidente del Parlamento europeo responsabile della comunicazione. Lo scorso anno i vincitori del Premio del Parlamento europeo per il giornalismo provenivano da Germania, Ungheria e Polonia."

So forti a' Mericani!

Dalla Stampa----Mark Coddington ha stilato un elenco delle "massime" di saggezza che vanno per la maggiore nel mondo delle news americano.
"Fai quel che sai fare meglio, e fai un link a tutto il resto"
"L'informazione vuole essere libera"
"Se la notizia è importante, sarà lei a venire a trovarmi"
"I nostri lettori ne sanno più di noi"
"La trasparenza è la nuova obiettività"-----
Io non credo che queste massime siano il massimo! E' chiaro che oggi, anche se tutti hanno la possibilità di leggere e approfondire solo le massime, aforismi e scritti molto molto piccoli hanno speranza di essere presi in considerazione.
Queste massime mi sembrano non essere poi tanto sagge e incisive nell'ampliare la conoscenza di chi vuole imparare qualcosa in più. Per chi volesse saperne di più può saperne in merito su questo link http://ow.ly/12zew - l'articolo si chiama "A quick guide to the maxims of new media"

martedì 2 febbraio 2010

Il film Avatar non mi è piaciuto: la storia è molto debole

La storia di un marines paraplegico che per riavere le sue gambe diventa una sporca spia in uno strano pianeta ricco di miniere ma si innamora di una abitante e tradisce la base di ricerca da cui proviene. Tra una pennichella e l'altra ho visto abbastanza per dichiarare che il film non mi ha entusiasmato.

Il fatto che gli effetti speciali sono notevili non esime il regista a creare una storia originale. Invece questa appare come il frutto transgenico di scopiazzamenti a colossal cinematografici contemporanei come Alien (guarda caso c'è S. Weaver), Matrix fusi insieme a simboli diretti a stupire lo spettatore (sino a che non si addormenta). Una cozzaglia di archetipi, simbolismi, rimando a divinità e leggende di culture diverse, mischiati con la storia delle prepotenti invasioni europee (spagnole) nel nuovo mondo.
Il popolo protagonista ricorda molto quello azteco e il riferimento si intuisce dal nome NaVi ( di rinvio a Nahua, tribù originale degli aztechi, l'anima del guerriero che viene dal Paradiso - nel film dal cielo). Il marines rappresenta un'alchimia tra il Dio del vento cosmico, Ehecatl, e il Dio Omecihuatl, la divinità principale, signore della carne.

Opera di MARIA BRUNEREAU Ehecatl dio del vento.


Il racconto si basa sulla leggenda a cui credevano molti popoli antichi, in particolare quelli del sud America e delle isole polinesiane: l'attesa dell'eletto che salverà la tribù. In Avatar la profezia viene ripettata e l'eletto porta a compimento la sua missione.

Lunghi rituali ieratici e battaglie inteminabili, che appesantiscono gli occhi, sembrano ricordare Matrix Reloaded. Il fim è a tratti pesante.
Consiglio di andarlo a vedere solo per tre motivi che salvano questa pellicola: effetti speciali dei primi 10 minuti; Sigourney Weaver e Giovanni Ribisi.

Per la Weaver non v'è altro da aggiungere che è sempre perfetta e renderebbe capolavoro anche un film di Muccino.

Giovanni Ribisi è semplicemente bravo, credibile, mai eccessivo nel suo ruolo.

Quest'anno la fantasia e l'immaginifico sembrano essere al centro di tutti i film Hollywoodiani, ma l'unico film degno di encomio massimo è Immaginarium del dr. Parnassus che ha ispirato tutte le altre pellicole. Gilliam con effetti speciali molto più artigianali e buoni attori è riuscito a creare un piccolo capolavoro dal quale "Hollywood sterile" già sta attiggendo senza vergogna.
Ci si augura che in futuro ci siano meno effetti speciali e più creatività.

venerdì 29 gennaio 2010

Sesso

Se guardiamo i film di qualche anno fa, quando i due personaggi volevano avere un momento d'intimità si chiamava amore.
- Voglio fare l'amore con te.
-Vuoi fare all'amore con me? (Diceva Monica Vitti)
Oggi invece, tutti, ma proprio tutti, italiani e stranieri lo chiamano Fare sesso.
Posso accettare la traduzione straniera che implica la conoscenza di una cultura e un poplo diverso ma i film italiani mi ributtano quando sento l'americanismo: vuoi fare sesso con me?
Noi italiani abbiamo sempre parlato d'amore, anche quando è solo un incontro di una sera. Amore, passione, perchè dire " facciamo sesso".
Come se fosse una disciplina sportiva, un allenamento, un rilassamento yoga, un pasto.
Sono dell'opinione che le parole sono molto importanti perchè influenzano le azioni e tradiscono le intenzioni. Nella cultura italiana l'amore è amore, poesia, fantasia, simpatia. La parola Sesso esautora un atto armonioso di tutto la sua magia.
Sentirlo anche tra le persone quotidiamente che ne parlano come se fosse qualcosa da spifferare senza rispetto e intimità è avvilente:
-ieri ho fatto sesso.
Verrebbe da rispondere:
- e sti cà.
Perchè le persone vogliono sempre più assomigliare alla tv? Perchè molte donne parlano come le 4 zoccole di sex and city?
Noi siamo quello che siamo e dovremmo esserne fiere senza tentare di assomigliare a uno stereotipo della tv.
E' patetico e mortificante.
Scusate per lo zoccole.

Oggi non credo

Tutto mi sembra menzogna. so che è ingiusto ma sono confusa.
Ho sempre preferito credere.
La mia voglia di credere ha un breve crack, non c'è nulla di male.

La mia mente non si pone domande, dubbi, semplicemente non vuole più credere.
Il mio cuore non risponde ha un infarto spirituale.
Il mio spirito non lo sento più.

Semplicemente non ho voglia di credere non ho gli strumenti oggi per credere.
Perchè?
Non sento partecipazione tra le gli esseri umani.
Qualsiasi azione, anche la più nobile, si trasforma in ipocrisia, egocentrismo, esibizionismo, utilitarietà.

Improvvisamente il mondo cerca nel potere l'amore che non trova nella quotidianeità.
Dimentichiamo i sorrisi, le parole di conforto per il prossimo, tutto legato ad una utilitarietà. Ogni uomo è mezzo per raggiungere qualcosa.

Il cellulare pieno di numeri di telefono, ma quanti sono di persone che possiamo definire amici?
ingrossiamo senza dignità le fila dei conoscenti solo perchè c'è una gara a chi ne ha di più. Le persone sono pezzi di carne che all'occorrenza servonoper essere dati in pasto ai nostri desideri per raggiungere i nostri obiettivi.

Oggi non credo.
Ma continuo ad amare.
Angela

domenica 24 gennaio 2010

Voglio mettere su una band.

Cavolo, amo cantare e suonare.
Mi piacerebbe mettere su una band anche di ballo liscio, non m'importa, tanto mi scappa di suonare e cantare.
Parlo con la mia amica Monia e lei dice che vuole imparare a suonare il sax, anche se già da tempo suona la chitarra.
Spero in Claudia, la mia amica dell'Aquila, lei sa suonare la classica ma all'esigenza impara in brave tempo qualsiasi strumento. E' simile ad un genio-
Io suono la batteria o chitarra elettrica e quindi servirebbe un bassista.
Qual è il problema?
La voglia, il tempo, il cazzeggio, la noia, la lontananza, il lavoro ma soprattuto non crederci.
Quasi quasi me ne vado in California a suonare sulla spiaggia tra muscoli e uomini di plastica.
Ho già detto al mio compagno che voglio partire per il mondo a suonare agli angoli delle strade In the name of love.
O prima o poi lo faccio.

Che animale sei?

Questa mattina ero concentrata nella mia seduta al gabinetto, amo leggere al bagno, mi si apre la mente!
Leggevo un libro sullo sciamanesimo indiano Americano, legato ai simboli animali.
Allora mi è venuto in mente che ogni persona in fondo incarna un animale della terra, ne possiede le sue potenze, forse perchè noi esseri umani, siamo gli unici animali a non avere una personalità ben definita e possiamo diventare falsi come Giuda.
Almeno se ci troviamo davanti ad un leone possiamo immaginare cosa ci può accadere ma quando siamo davanti ad un nostro simile o peggio, davanti a noi stessi potrebbe accadere di tutto. Ogni essere umano così, ha le virtù o i difetti di un animale diverso.
Ho cominciato a pensare alle persone che conoscevo e immaginare quale animale potessero essere associate.
Il gioco diventava più interessante pensando a persone che non conosco profondamente o affatto.
Ad esempio, mi è venuto in mente un avvocato che incontravo spesso quando esercitavo, che era simile ad un serpente, con tutto il rispetto per il serpente. Viscido e strisciante, forte con i deboli, debole e vigliacco con forti.
Ho pensato ad un ristoratore che ho associato ad un merkaat.
C'è Patrizia, la mia collega al Bookcafè che simpaticamente assomiglia proprio ad un gatto. A volte mi fissa con le braccia conserte mentre le sue palpebre si abbassano lentamente lottando con la luce.
I miei vicini di casa sono cinesi e mi sembrano marmottine.
E poi mi viene da pensare, ad esempio, a persone famose, come Monica Bellucci che l'associo ad un Pavone; oppure Fiorello che possiede, a mio avviso, le virtù di un Gibbone mentre il fratello, che pur avendo gli stessi tratti somatici mostra l'indole della tigre.
Forse l'animale è veramente una forza che ti prende dentro concedendoti la sua potenza, chissà.
A me piace immaginare che gli altri animali, diversi dalla specie Uomo possano aiutarci con la loro forza e potenza.
Io mi sento...gli sciamani consigliano di non dirlo altrimenti se ne perdono i poteri!

venerdì 22 gennaio 2010

Giornalista pubblicista in cerca di lavoro.




Oramai da tempo sono in cerca di lavoro, il mio lavoro, giornalista, ma a quanto pare la cosa non è semplice. Infatti sino a quando presti la tua opera gratis trovi chi ti pubblica ma lavoro, ovvero, tu lavori e qualcuno ti paga, anche una misera, ma ti paga, non è disponibile.






Divertente andare in giro per redazioni, inviare curriculum a destra e a manca, senza andare in goal. A quanto pare in Italia sono tutti giornalisti...






I più educati e con il cuore in mano terminano il colloquio con una frase che ritorna sin dal giorno della laurea: Credimi, lascia perdere, non c'è posto, nè soldi. E' saturo.




A dire il vero mi sono pagata gli studi e oltre, facendo il clown. Provengo da una famiglia di artisti alla Immaginarium dr. Parnassus, loro desideravano, mio padre maggiormente, che studiassi. E io ho ubbidito ciecamente.






Il giorno della laurea mi ricordo che andai dal docente della tesi, un ubriacone che aveva tentato il suicidio colto da delirium tremens qualche giorno prima, e chiesi se avessi, anche gratis, potuto fare la ricercatrice all'interno dell'istituto. Egli, dopo uno sbuffo acido, forse dovuto all'alcool, mi rispose, con tono paterno: Credimi, non c'è nè posto, nè soldi. E' saturo.

Ok, non mi persi d'animo. Continuai a fare il clown.






Andai presso la testata di un telegiornale, sono vigliacca e spero ancora di entrarci per questo non faccio nomi, d'altronde sono italiana. Incontrai tutti i giornalisti della redazione. Mi dissero a chiare lettere, quasi in uno iato reattivo ( si nota che ho studiato molto?): Non c'è nè posto, nè soldi. E' saturo.



Ebbi l'opportunità di avvicinarmi alla tragica realtà italiana, perchè un tipo mi svelò:
-per entrare devi operare un forte investimento oppure devi avere una bella raccomandazione. hai una raccomandazione?
-No, nonconosco nessuno.
-la tua famiglia è ricca?
-No, campiamo a stento e tutto quello che avevano lo hanno investito nei miei studi.
-Allora cambia obiettivo, cara, ti conviene.
- Ma io sono brava
- Immagino ma è dura, credimi, è saturo.

Continuai a fare il clown.
Con il magone nel cuore, in via del tutto subordinata, cominciai a fare la pratica per diventare avvocato. Me la cavavo piuttosto bene. Nel giro di poco avevo già i miei primi clienti, senza legame di parentela o amicizia. Ma continuavo a fare il clown.

Dopo qualche anno misi il mio studio legalino senza prestese,un appoggio per lavorare.

Ma anche lì accadde la solita storia.



Spesso incontravo persone che mi dicevano la stessa frase: Benedetta ragazza, fai concorsi, esplora nuovi orizzonti. lascia perdere laprofessione d'avvocato. E'satura!


Io intanto lavoravo più come clown che come avvocato.

Alla fine seguì anche questo di consiglio.



In effetti Pescara è piena di avvocati, per ogni abitante se ne conteranno almeno due.



E poi avevo subito anche delle minacce...



Non mi piaceva più...



E così dopo aver mandato a cagare una commissione importante che si diverte a rovinare il futuro di chi non porta l'etichetta e non è protetto da nessuno, cambiai ancora.



Questa volta cambiai sul serio. Aprì la mia libreria, mi dedicai all'imprenditoria.



Wow! Fu come buttarmi giù dall'Himalaya senza corde e paracadute.



In Italia ci sono quelli che fanno i salti mortali per campare e forse riescono a sopravvivere e poi ci sono gli altri. Gli altri sono quelli che magicamente diventano ricchi.

Io appartengo alla prima di categoria, quella che non sopravvive però. In quegli anni non feci più il clown.



Ok. L'imprenditoria non faceva per me. C'ho provato! E' andata buca! Acci picchia! Perbaccolina!






Andiamo avanti.



Intanto il mondo contava una infinità di clown, Dottori clown, avvocati clown, studenti clown, clown di strada, clown per feste, per centri commerciali, fast food clown.



Smisi definitivamente di fare il clown.



Diventai giornalista però. Che sogno.



Quel tesserino dell'ordine quando lo guardo mi dà soddisfazione ma non lavoro.



Non è semplice, corbezzoli.






Una sera ero tanto triste e sconfortata.



Andai a casa da amici ormai avevo perso la tramontana.



Di tutta la mia vita da cittadina media, mi era rimasto solo un piccolo sogno: quella tesserina con foto, tra l'altro uscita malissimo.






Il figlio dei miei amici, Alessandro, 4 anni, mi chiese di poter fare una sorta di inventario nella mia enorme borsa ormai vuota.



Cacciò il mio porta documenti e sbirciò, quando rimase colpito dalla mia tesserina. Mi chiese di poterla tenere per la durata della serata, sino al momento della nanna.



Io acconsentì perchè per la prima volta qualcuno guardava con i miei stessi occhi quella che per me era stata una grande soddisfazione.



A volte bisogna attaccarsi a tutto.






Alessandro, seduto sulla sua seggiolina, davanti alla tv, ammirava ogni tanto questa tessera.



Questo mi diede coraggio e carica, lo interpretai come un messaggio dall'infinito. O forse ho voluto solo io vederci questo. Mah!



Così mi misi nuovamente a cercare e battere tutte le redazioni, inviando il curriculum.






Non ho ancora trovato lavoro.
Qualcuno mi consiglia di fare la panettiera, qualcuno la pizzaiola, ma alcuni giornalisti parlano senza cognizione di causa. Quelli sono lavori in cui devi veramente avere le palle per farli. Nè io, nè loro le abbiamo a quanto pare.


Scrivo questo post perchè sono molto amareggiata.



Ogni lavoro intellettuale che preveda istruzione, una laurea, un minimo di cultura sembra che sia sbarrato da una frase: Nè posto, nè soldi. E' saturo.


Ma va bene lo stesso.



Come dice una canzone della Nannini: cercherò e un giorno troverò.



Nel frattempo mi sfogo, solo per non perdermi d'animo.



Perchè questo credo sia importante, seguire gli impulsi del nostro ritmo interiore e cercare, vivere, capire.

martedì 17 novembre 2009

Luoghi in Italy

Sepino
Capanna eneolitica in Abruzzo

Porta magica Roma


Loreto marche



Montesilvano

Sicilia

Seguire le regole?


Da qualche giorno mi chiedo se seguire le regole è cosa buona e giusta.

Da sempre ho avuto la curiosità di capire l'origine della regole che limitano la nostra libertà a favore di una intera società. E decisi di seguirle per rispetto e per fiducia di quella società che mi ha permesso di studiare e avere altri servizi.

Le regole sono il mezzo per la pacifica convivenza, tutti dovremmo seguirle, in rispetto dei valori alla base di una comunanza del vivere che dovrebbero aiutare a migliorare lo stile di vita di tutti gli aderenti.

Le regole nascono da una volontà comune, almeno così dovrebbe essere, a raggiungere una certa stabilità e certezza dell'azione.

Se sappiamo che un dato comportamento lede la società intera dovremmo capire che una regola è utile monito per evitarci di commetere azioni che si ripercuoterebbero su tutti.

Nel dubbio dell'azione ci sono sempre le regole. Questa è la certezza della regola.

Se vogliamo intraprendere un iter all'interno della società ci sono le regole che spiegano quali passi dobbiamo fare.


Ma cosa accade se nel sistema si apre una falla?

Se le regole non vengono rispettate dalla maggior parte dei cittadini?

Ancor più terribile: cosa accade quando le regole non sono più sufficienti ad arginare l'insoddisfazione delle persone?

Cosa accade se si scopre che accanto alla regole scritte, accettate da tutti, rispettate dai diligenti cittadini, da sempre ci sono state regole non scritte, mai accettate, completamente contrarie alle regole stabilite? E se queste regole occulte fossero in segreto seguite dalla maggior parte dei cittadini per raggiungere i loro scopi?

Cosa accade?

Cosa dovrebbe fare chi invece ha preso per buone e seguite le regole riconosiute da tutta la società?

Se chi è riuscito seguendo le regole occulte a realizzare i suoi scopi a danno di chi ha sempre seguito le regole manifeste, queste regole alla base di una società sono sempre valide?

E' giusto seguirle ancora, se questo comporterebbe la perenne sconfitta?


Spesso, proprio da alcuni genitori, sento dire: fatti furbo, figlio mio.

Cosa significa?

Chi segue le regole non è furbo? E' un'idiota?

Perchè accade questo?

Dove è l'errore?


Dovremmo ripettare chi ottiene posti d'onore nella nostra società, a prescindere del suo potere, a prescindere dai favori che potrebbe farci. Invece le persone vengono rispettate solo per il potere, fama e denaro.

Bisognerebbe stimare una persona a prescindere da questi valori, ma per la sua saggezza. Dovremmo pensare: quella persona merita quella posizione, perchè sa quello che sta facendo.


Gli idioti che scelgono di seguire le regole cosa dovrebbero fare?

Gli intellettuali pentiti.

giovedì 12 novembre 2009

Come dentro così è fuori...


Fino a qualche mese fa la mia casa era completamente invasa da libri. Residuo di un periodo della mia vita: Bookcafè.
Non riuscivo a pulire la casa, a ordinarla e anche dentro me ero abbastanza scombussolata. In cuor mio, per un periodo, avevo pensato di lasciare tutto così. Ero dell'idea che tanto non sarebbe cambiato nulla. Poi con il tempo ho realizzato che il mio disordine esterno era gemello con quello che avevo dentro me. Provavo gioia nel regalare ad amici quello che per me è veramente importante nella società, libri. Ma qualcosa m'impediva di darli tutti, avidità, senso del possesso, materialità. Forse la fase finale di un processo che stava, doveva volgere al termine. Alla fine cominciai a trovare il coraggio di donare quello che più amavo a chi ne avesse bisogno. E l'ho fatto, con un taglio netto. Ho tenuto le mie scorte per sopravvivere e difendermi dalla stupidità del mondo e ho donato i libri.

Tutto è cambiato. Sapere che i libri che tanto ho amato, per cui ho fatto pazzie, ora sono a disposizione di tutti, mi dà sollievo e gioia.

Mi chiedo se quella pazzia, la libreria, abbia avuto un senso nella mia vita. Io dico di sì.

Provengo da una famiglia di artisti, da un ambiente girovago, e ho conosciuto tante cose nella mia vita a cui non sapevo dare una collocazione. Volevo capire. Nonostante gli studi giuridici mi mancava ancora tanto da impare per trovare una parte di quelle risposte. E nella vita ad un certo punto le risposte devi cercarle da sola. Nessuno può aiutarti.

Io mi sono inventata un modo per scoprire come cercare: vendere libri a gente che legge i libri. Certo per mettere su tutto il teatrino ho combinato una marea di casini che hanno infettato le vite di tante altre persone. Molte non l'hanno presa bene. Mi dispiace...Ma nessuno le ha obbligate. E poi sin dall'inizio la mia impresa non si mostrava una invenzione come quella della Microsoft.

Certo ho sofferto e penato, 7 mari ho attraversato e la vita non mi ha aiutata in questo periodo ma... senza sacrificio non accade nulla. Non trovi nulla. E' buffo ogni volta che le cose andavano lisce poi dietro c'era il trucco, incappavo nei trabocchetti della vita. Alla fine della strada trovi sempre un crepaccio e se hai preso la rincorsa ci caschi dentro. Ma l'importante è uscirne. Alla fine tutte le strade hanno un crepaccio ma il trucco sta nel saperlo, sia la strada in discesa senza ostacoli o sia il contrario, irta di pietre e spine, termina quasi sempre con il crepaccio, ma quando sai questo non corri più, vai piano, così, se arriva il crepaccio, ti puoi fermare in tempo.

Oggi dopo tanto ho trovato. Cosa? Le risposte? Oh, no, non sia mai. Ho trovato qualcosa di più importante: le domande giuste.

Una buona scuola forse è questo che deve fare, generare le domande giuste. Ho inventato la mia scuola e quanto l'ho pagata (pago ancora).

Ringrazio tutti coloro che sono stati avventori del mio mondo. Loro sono stati i miei insegnanti. Sia i buoni ma ancor più i cattivi, sia gli intelligenti sia gli idioti, sia gli indulgenti sia quelli senza pietà. Ma più di tutti ringrazio quelli che mi hanno fregato, truffato, tradito, si, insomma, quelli che mi hanno fatto piangere lacrime e sangue perchè mi hanno mostrato un volto dell'umanità che ignoravo, che non pensavo di incontrare e subire. Spero di aver fatto inquietare (anzi incazzare) queste persone almeno un quarto di quello che hanno fatto loro a me. Solo per non fare la figura della bacchettona, qualche colpo, magari, l'ho dato anche io.

Ora che la mia casa non è invasa dai libri, ma quelli rimasti sono solo quelli che hanno un loro posto sulo mobile, qualcosa è cambiato anche in me. Più ordine, più spazio.

Spazio per le domande.

Domande che appaiono, trovano la risposta e vanno via.











Daimon intorno a me


























































martedì 3 novembre 2009

La guerra fredda del pensiero: i vincitori è meglio che vadano in tv

Inibito, a volte confuso, il pensiero tace e lascia parlare gli altrui fenomeni tesi ad un solo obiettivo: vincere sugli altri.

Mi chiedo se un solo pensiero abbia il diritto di imperare sugli altri. Ma ancora maggiore è la mia curiosità nel cercare una risposta a questa domanda: perchè un pensiero dovrebbe far soccombere gli altri?

Come può accadere?
Negli ultimi tempi le persone esprimono a mala pena le loro opinioni. Ci sono solo pochi fiumi e gli altri sembrano prosciugati. Nessuno ha la forza di far scorrere acqua.
-Le conversazioni sono surreali ma non ha importanza.
-Cosa pensi quest'anno andrà il colore grigio?
-Io non seguo la moda.
-Ma cosa c'entra?
- Se andrà il colore grigio, mettiamola così, io indossero i colori che mi piacciono.

La maggior parte delle persone vuole essere imboccata su ogni cosa. Non combatte più neanche per difendere la propria volontà. Anzi la fa tacere in favore di ciò che è esterno a lei. E' pazzesco!
Oggi tutto funziona così:
- Oggi vuoi mangiare il pollo o la minestrina?
- Io vorrei il riso.
- Pollo o minetrina? io non ho tempo da perdere.
- Ok, capisco ma posso prepararmelo da sola.
- Pollo o minestrina?
- Vedo della cicoria, magari mi posso lessare la cicoria?
- Pollo o minestrina?
- Resto a digiuno.
-Pollo o minestrina?
- Ma perchè devo scegliere tra due cose quando le scelte sono infinite.
-Pollo o minestrina?
E le scelte scartate che fine fanno?
Vengono buttate o messe in un cassetto, lasciate a prendere polvere.

Perchè il pensiero si è ridotto così?
Tutti vogliono strappare il fiocco della giostra e vincere un'altra corsa ma sono talmente presi a cercare di vincere che hanno dimenticato di godersi questa di corsa, contando che solo uno potrà vincere, a volte non ci sono vincitori alla fine della corsa.
Si dice "che vinca il migliore!" ma ho capito che il migliore è quello che imbroglia, il prepotente, inconsapevole mezzo di un sistema che o prima o poi danneggerà anche lui.

Mi chiedo, inoltre, che fine fanno i migliori che non vincono?
Vivono allo stesso modo di sempre. I migliori aiutano le persone ogni giorno, non si tirano indietro davanti al dovere, mettono a disposizione di chi ha bisogno quello che sanno fare.
Forse è giusto che i migliori non vincano altrimenti intorno a noi avremmo solo i peggiori. I vincitori è meglio che vadano in tv.

giovedì 17 settembre 2009

Non guardare mai gli occhi dell'altro se non vuoi portargli via un pezzo di Anima

Come pistoleri si cammina di spalle lentamente
lo sguardo è abbassato
il primo che lo alza è fottuto
se non è il più veloce a prenderti un pezzo di Anima.

Cosa te ne fai del mio pezzo di Anima, bastardo?
Non posso richiederla indietro.
Non funziona così, amico.

Ti sfido ad un altro duello,
questa volta mi riprendo ciò che mio
e sarò io a rubarti un pezzo di Anima.

Di nuovo di spalle si cammina lentamente ,
sento che sei fiacco e triste,
non sei più il pistolero dell'altra volta.

Mi giro e alzo lo sguardo prima di te.
Non voglio un pezzo della tua Anima.
Mi riprendo solo la mia. Bastardo!

La porta

Nel muro di cemento
vedo ancora la porta attraverso cui passò,
una porta aperta solo per lui.
Ma può finir così tanto amore?

La porta si può aprire da un momento all'altro
ma il viaggiatore sa quando sta per essere chiamato.
Lo sa e non lo vuole dire.
Lo fa intendere solo a chi ama.
Ma non sempre chi ama intende.
Non sempre chi ama vuole intendere.

Certe verità si capiscono solo con l'Anima.

Un guscio vuoto
che non ha più senso
il viaggiatore lasciò sul letto
ed io che sapevo potei solo salutare da lontano.
L'eredità preziosa? Tanto, tanto, tanto amore.
Sono la più ricca del mondo.

nasciamo soli e moriamo soli

Nasciamo soli e moriamo soli
un'atrocità che dissi a mia madre.
La spinsi nel burrone della morte,
la mia rabbia e la mia violenza,
come in esorcismo demoniaco,
vennero assorbite da lei
che le portò via con sè
liberandomi.

Morì in compagnia delle mie impurità,
degli spiriti malvagi che albergavano in me,
mi salutò non guardandomi negli occhi
ma mi salutò.
Quando arrivò a destinazione
illuminò le miei ombre
con un messaggio eterno:
ti amerò per sempre.