La vita e la morte sono una invenzione dell'Uomo a cui dovrebbe bastare semplicemente esistere.
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mercoledì 22 aprile 2009
L'ultima donna sulla terra
L'ultima donna sulla terra
cammina tra le macerie delle città
inciampando e cadendo nel silenzio del Caos.
L'ultima donna sulla terra
cerca le anime sepolte tra i detriti di cemento.
Scava con mani sanguinanti,
scava perchè qualcuno la chiama,
scava a lungo, senza sosta
sino a cadere esausta tra polvere e distruzione.
L'ultima donna sulla terra
cammina tra le macerie della città
diretta verso il consapevole nulla.
cammina tra le macerie delle città
inciampando e cadendo nel silenzio del Caos.
L'ultima donna sulla terra
cerca le anime sepolte tra i detriti di cemento.
Scava con mani sanguinanti,
scava perchè qualcuno la chiama,
scava a lungo, senza sosta
sino a cadere esausta tra polvere e distruzione.
L'ultima donna sulla terra
cammina tra le macerie della città
diretta verso il consapevole nulla.
La Sconfitta
Lo Sconosciuto
conduce la coscienza in un altro mondo,
abbatte le 4 mura di questa illusione.
Lo Sconosciuto mi guarda nel vuoto,
ha distrutto i miei miti,
allontanato i ricordi,
tranciato i miei legami,
pone i suoi occhi immensi nei miei.
Non ho più nulla.
Non sono più nulla.
Nel buoio l'unica luce è lo Sconosciuto.
E' sempre stato lì, nascosto tra la folla.
Lo Sconosciuto invocava il mio nome, urlava!
Prima non potevo,
poi non volevo udirlo.
Mi nascosi tra la moltitudine.
Discreto osservava le mie gesta quotidiane.
Lo Sconosciuto era accanto la mio dolore,
gioiva orgoglioso delle mie imprese,
in silenzio e solo, nel buio.
La folla era sparita,
di notte sul molo cercavo lo Sconosciuto,
lo chiamavo con il pensiero.
Invano lo Sconociuto urlava:
"Sono qui, ti ascolto!"
Persino il silenzio ostacolava
il contatto con lo Sconosciuto.
Separati da pareti di Ego,
un soffito di rabbia,
un pavimento d'indifferenza
e una porta di paura.
Lo sconosciuto ha divorato la mia lucidità,
ha abbattuto le 4 mura di questa illusione,
occhi negli occhi danziamo nell'Armonia del Cosmo.
lunedì 20 aprile 2009
Presentazione alla libreria Libernauta del 19 aprile 2009
Il prossimo appuntamento è a Chieti il 15 maggio alla libreria De Luca.
mercoledì 15 aprile 2009
Daimon
Ciao.
Vi invito tutti alla presentazione in anteprima del mio primo libro Daimon.
Vi aspetto al Libernauta domenica 19 aprile alle 18.
Mi piacerebbe vedervi e salutarvi!
Angela
Dal Capitolo I
Irriducibile Spirito
La vita è una vacanza dall'eternità.
All'inizio spensierati, curiosi e pieni di entusiasmo intraprendiamo il viaggio dell'esistenza. Tutto appare talmente affascinante. Ogni fenomeno è una novità ed è inebriante come il profumo dell'acacia. È difficile evitare di soffermarsi su ogni cosa che percepiamo, tutto ciò che è compreso nel nostro orizzonte sembra invitante e degno di essere osservato. Si ha la sensazione che la vita sia un enorme parco giochi da scoprire.
Durante il percorso, però, si comincia a capire che proprio tutto, seppure affascinante, non può essere sperimentato. Sorge l'esigenza di operare delle scelte. Non conoscendo bene le strade della vita, ci si documenta presso chi ne sa di più. Spesso ci si affida ai consigli di chi ha già percorso un lungo tragitto, altre volte le tappe sono imposte, altre ancora l'Istinto ci guida.
In ogni caso qualsiasi itinerario intrapreso preclude delle strade, delle fermate, delle esperienze.
Alcuni vanno avanti nel loro itinerario guidato, senza crucci, domande, rimpianti. Il loro entusiasmo si trasforma in rassegnazione senza passaggi intermedi.
Altri invece, spiriti di insaziabili curiosità, fermamente attaccati alla speranza di dare un significato a questo prezioso passaggio, investono il loro tempo nella ricerca di risposte ad un'unica domanda : esiste la felicità?
Vi invito tutti alla presentazione in anteprima del mio primo libro Daimon.
Vi aspetto al Libernauta domenica 19 aprile alle 18.
Mi piacerebbe vedervi e salutarvi!
Angela
Dal Capitolo I
Irriducibile Spirito
La vita è una vacanza dall'eternità.
All'inizio spensierati, curiosi e pieni di entusiasmo intraprendiamo il viaggio dell'esistenza. Tutto appare talmente affascinante. Ogni fenomeno è una novità ed è inebriante come il profumo dell'acacia. È difficile evitare di soffermarsi su ogni cosa che percepiamo, tutto ciò che è compreso nel nostro orizzonte sembra invitante e degno di essere osservato. Si ha la sensazione che la vita sia un enorme parco giochi da scoprire.
Durante il percorso, però, si comincia a capire che proprio tutto, seppure affascinante, non può essere sperimentato. Sorge l'esigenza di operare delle scelte. Non conoscendo bene le strade della vita, ci si documenta presso chi ne sa di più. Spesso ci si affida ai consigli di chi ha già percorso un lungo tragitto, altre volte le tappe sono imposte, altre ancora l'Istinto ci guida.
In ogni caso qualsiasi itinerario intrapreso preclude delle strade, delle fermate, delle esperienze.
Alcuni vanno avanti nel loro itinerario guidato, senza crucci, domande, rimpianti. Il loro entusiasmo si trasforma in rassegnazione senza passaggi intermedi.
Altri invece, spiriti di insaziabili curiosità, fermamente attaccati alla speranza di dare un significato a questo prezioso passaggio, investono il loro tempo nella ricerca di risposte ad un'unica domanda : esiste la felicità?
giovedì 9 aprile 2009
I sorrisi dell'Amazzone
Procede il cammino verso i sensi sconnessi dell'esistenza.
Missione, sanzione o premio sono nella vita, nel respiro della natura.
Finalmente in trincea, carica sì di responsabilità,
esposta sì al pericolo,
ma consapevole.
Permeo la vita con i suoi inviti ad osare.
Rischio, gioco, perdo e vinco.
L'altalena delle emozioni non si ferma mai, sempre spinta dalla voglia di agire.
Non parlo più: agisco.
Non pretendo più: vivo.
I sorrisi dell'Amazzone
riempiono di coraggio
il bambino prescelto dall'intelligenza Azzurra.
I sorrisi dell'Amazzone
spaventano lo stolto iniquo,
essere avido,
abbarbicato sul monte dell'effimero.
Missione, sanzione o premio sono nella vita, nel respiro della natura.
Finalmente in trincea, carica sì di responsabilità,
esposta sì al pericolo,
ma consapevole.
Permeo la vita con i suoi inviti ad osare.
Rischio, gioco, perdo e vinco.
L'altalena delle emozioni non si ferma mai, sempre spinta dalla voglia di agire.
Non parlo più: agisco.
Non pretendo più: vivo.
I sorrisi dell'Amazzone
riempiono di coraggio
il bambino prescelto dall'intelligenza Azzurra.
I sorrisi dell'Amazzone
spaventano lo stolto iniquo,
essere avido,
abbarbicato sul monte dell'effimero.
Entanglement
Il pensiero scorre attraverso macchie d'inchiostro,
imprigionato nella pagina di carta di un quaderno chiuso.
Per liberarlo non è sufficiente aprire il quaderno
e leggere le macchie d'inchiostro.
Per liberare il pensiero serve un altro pensiero
in cerca di un compagno.
Entrambi i pensieri voleranno liberi
in cerca di tanti altri pensieri
che scorrono
in macchie d'inchiostro, imprigionati in pagine
di carta di un quaderno chiuso.
imprigionato nella pagina di carta di un quaderno chiuso.
Per liberarlo non è sufficiente aprire il quaderno
e leggere le macchie d'inchiostro.
Per liberare il pensiero serve un altro pensiero
in cerca di un compagno.
Entrambi i pensieri voleranno liberi
in cerca di tanti altri pensieri
che scorrono
in macchie d'inchiostro, imprigionati in pagine
di carta di un quaderno chiuso.
Il risveglio del bastardo
Ho dimenticato il mio passato;
Ho dimenticato chi ero;
Ma chi ero?
Una Jena ridens in cerca di carogne?
Un serpente arrotolato su un albero di odio?
Una pecora travestita da un lupo?
O un comune granello si sabbia appartenente alla spiaggia dell'invisibile?
Ho dimenticato il mio passato!
Non potevo fare altro!
Mille vite vivo in una e prego Dio di perdonare la mia meschinità.
Immagini di Luce attraversano il cervello mio.
Sembra tutto accaduto in un'altra vita.
Ho dimenticato chi ero;
Ma chi ero?
Una Jena ridens in cerca di carogne?
Un serpente arrotolato su un albero di odio?
Una pecora travestita da un lupo?
O un comune granello si sabbia appartenente alla spiaggia dell'invisibile?
Ho dimenticato il mio passato!
Non potevo fare altro!
Mille vite vivo in una e prego Dio di perdonare la mia meschinità.
Immagini di Luce attraversano il cervello mio.
Sembra tutto accaduto in un'altra vita.
Se tu fossi nato qui
Se tu fossi nato qui ti avrei amato molto.
Se tu fossi nato qui ti avrei protetto.
Se tu fossi nato qui, con amore, ti avrei accompagnato sino alle soglie del mondo insegnandoti, nel frattempo, a viverlo ed amarlo.
Io e il tuo papà ti avremmo addestrato per far sì che tu compissi il tuo destino.
Ti avremmo insegnato che i sensi di colpa sono dei meschini nemici, pettegoli ed intriganti e quindi indegni della tua attenzione.
Ti avremmi tenuto le mani nei momenti di sconforto;
ti avremmo consolato dopo le normali delusioni della tua tenera nuova esistenza.
Ti avremmo incoraggiato a vivere ogni secondo, minuto, ora della tua vita.
Ti avremmo sempre detto: Amore vivi felice e libero e ama la vita!
Ti avremmo spiegato che non esistono certezze nella vita
ma il mondo è amore e libertà
e queste sarebbero state la tua eredità.
Ovunque sei nato:
ti amerò,
figlio mio.
Se tu fossi nato qui ti avrei protetto.
Se tu fossi nato qui, con amore, ti avrei accompagnato sino alle soglie del mondo insegnandoti, nel frattempo, a viverlo ed amarlo.
Io e il tuo papà ti avremmo addestrato per far sì che tu compissi il tuo destino.
Ti avremmo insegnato che i sensi di colpa sono dei meschini nemici, pettegoli ed intriganti e quindi indegni della tua attenzione.
Ti avremmi tenuto le mani nei momenti di sconforto;
ti avremmo consolato dopo le normali delusioni della tua tenera nuova esistenza.
Ti avremmo incoraggiato a vivere ogni secondo, minuto, ora della tua vita.
Ti avremmo sempre detto: Amore vivi felice e libero e ama la vita!
Ti avremmo spiegato che non esistono certezze nella vita
ma il mondo è amore e libertà
e queste sarebbero state la tua eredità.
Ovunque sei nato:
ti amerò,
figlio mio.
lunedì 6 aprile 2009
Il rito della restituzione
Un giorno mi recai nelle grotte profonde di una grossa montagna. Perlustrai, curiosamente, ogni angolo oscuro e freddo; superficiale e meschina non seppi dedicare a quel luogo l'attenzione che meritava. Non capii l'importanza di quel itinerario e il messaggio delle sue stallattiti, fiera della mia luce pensavo che nessuna ombra mai avrebbe potuto proiettare le mie debolezze e paure. Raggiunsi l'apice della mia saccenza quando, prima di uscire da quelle grotte, che si mostrarono all'ora accoglienti, compassionevoli e pazienti, mi appropriai furtivamente di una piccola pietra spigolosa. La stupidità spinge al possesso e il possesso a commettere quell'illecito che, sovente, viene punito solo ed esclusivamente dalla propria coscienza dopo un ciclo di trasformazione dell'ego.
Così il buio che mi fu risparmiato all'ora dalle grotte successivamente non tardò ad emergere dalla mia coscienza, che non si mostrò indulgente come le grotte della grossa montagna.
Camminai, così, nell'oscurità, perchè la luce, che tanto pensavo potesse essere mia per sempre, scomparve. Vagai nella nebbia, urtando contro ogni ostacolo che si presentava davanti a quell'iter apparentemente senza senso. Mi sentivo abbandonata e sola, non vedevo nulla e tutto quello che sapevo fare era chiedermi: Perchè?
Camminare fu la mia salvezza e la fatica mi costringeva a liberarmi dei pesi che aggravavano i miei passi. Ogni peso che toglievo dalle mie tasche apriva uno squarcio di fioca luce. Nel pianto e nei singhiozzi, continuando ad urtare stoicamente contro gli ostacoli, capiì che quella era la cosa giusta da fare: buttare via ogni piccolo oggetto che avevo addosso.
Finalmente cominciò a sorgere il Sole, che mi permetteva di superare gli ostacoli senza farmi male, solo in quel momento mi accorsi che in una tasca dimenticata del mio abito era rimasta solo quella piccola pietra di cui mi ero furtivamente appropriata, mancando di rispetto alla grande montagna che mi aveva accolto nel suo grembo.
Tutto mi fu chiaro.
Approfittai della luce del Sole e prima che la notte potesse calare sulla mia Anima esausta, tornai senza indugi, piena di entusiasmo nelle grotte della grossa montagna e con rispetto e riconoscenza restituii la piccola pietra al suo posto.
In quel momento, solo all'ora, fui scaraventata violentemente dalle grotte e fui illuminata da quella che credevo che mai e poi mai potesse essere offuscata da ombre: la mia Luce.
Compresi la mia stupidità e la vidi nuotare nello stesso mare insieme a quella dei miei simili, mentre le tasche cominciavano nuovamente a riempirsi: ma ero consapevole che ben presto le avrei dovuto svuotare.
Così il buio che mi fu risparmiato all'ora dalle grotte successivamente non tardò ad emergere dalla mia coscienza, che non si mostrò indulgente come le grotte della grossa montagna.
Camminai, così, nell'oscurità, perchè la luce, che tanto pensavo potesse essere mia per sempre, scomparve. Vagai nella nebbia, urtando contro ogni ostacolo che si presentava davanti a quell'iter apparentemente senza senso. Mi sentivo abbandonata e sola, non vedevo nulla e tutto quello che sapevo fare era chiedermi: Perchè?
Camminare fu la mia salvezza e la fatica mi costringeva a liberarmi dei pesi che aggravavano i miei passi. Ogni peso che toglievo dalle mie tasche apriva uno squarcio di fioca luce. Nel pianto e nei singhiozzi, continuando ad urtare stoicamente contro gli ostacoli, capiì che quella era la cosa giusta da fare: buttare via ogni piccolo oggetto che avevo addosso.
Finalmente cominciò a sorgere il Sole, che mi permetteva di superare gli ostacoli senza farmi male, solo in quel momento mi accorsi che in una tasca dimenticata del mio abito era rimasta solo quella piccola pietra di cui mi ero furtivamente appropriata, mancando di rispetto alla grande montagna che mi aveva accolto nel suo grembo.
Tutto mi fu chiaro.
Approfittai della luce del Sole e prima che la notte potesse calare sulla mia Anima esausta, tornai senza indugi, piena di entusiasmo nelle grotte della grossa montagna e con rispetto e riconoscenza restituii la piccola pietra al suo posto.
In quel momento, solo all'ora, fui scaraventata violentemente dalle grotte e fui illuminata da quella che credevo che mai e poi mai potesse essere offuscata da ombre: la mia Luce.
Compresi la mia stupidità e la vidi nuotare nello stesso mare insieme a quella dei miei simili, mentre le tasche cominciavano nuovamente a riempirsi: ma ero consapevole che ben presto le avrei dovuto svuotare.
domenica 5 aprile 2009
Morso che spezza
Voglio colorare la mia vita
con un gesto di coraggio,
abbattere le mura troppo spesse
di una vita di passaggio.
Liberarmi di quella rete
che ho costrito io
tanto tempo fa.
Oltre Ego, narcisismo,
oltre i soldi, c'è di più: la Libertà.
Viaggio a frequenze molto alte
l'entusiasmo mio
semina gente.
Adesso ricordo perchè sono qua:
è una vacanza dall'eternità.
con un gesto di coraggio,
abbattere le mura troppo spesse
di una vita di passaggio.
Liberarmi di quella rete
che ho costrito io
tanto tempo fa.
Oltre Ego, narcisismo,
oltre i soldi, c'è di più: la Libertà.
Viaggio a frequenze molto alte
l'entusiasmo mio
semina gente.
Adesso ricordo perchè sono qua:
è una vacanza dall'eternità.
Radar di vita
Figlio della vita,
che decidi con il cuore e agisci con l'intelligenza,
come un ramo di pesco trasportato dalla corrente del fiume in piena,
cammini lungo le strade del mondo.
Cittadino dell'Universo,
sai che il rischio è un punto di vista sito accanto all'illusione della certezza.
Tu hai cambiato ormai casa e vivi il presente precario,
amando l'incauto giorno,
sorprendente come una notte di Luna calante.
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
L'oblio della realtà
Per due soldi
acquista la tua prigione
e per quattro
la tua finta felicità.
La maga Circe t'ha fatto dimenticare
L'unico scopo: vivere e amare
Saltar dalla giostra
Fa girar un pò la testa
Ma è un momento poi passerà.
Hai bevuto l'Acqua del fiume Lete
dimenticando Onore e Lealtà.
acquista la tua prigione
e per quattro
la tua finta felicità.
La maga Circe t'ha fatto dimenticare
L'unico scopo: vivere e amare
Saltar dalla giostra
Fa girar un pò la testa
Ma è un momento poi passerà.
Hai bevuto l'Acqua del fiume Lete
dimenticando Onore e Lealtà.
Lilly Put nel mondo dei grandi
Giro e vedo sofferenza
Rassegnazione all'illusione
Non contenti della truffa
coinvolgono il grande omone.
L'omone crede nella bugia
e i suoi pensieri fuggono e allontanano il destino "infame"
ma il il destino torna con il suo copione
perchè l'omone non vuole vedere le battute.
Allora il destino insiste
e viene scoraggiato e beffeggiato
da una truffa ben riuscita: la finta vita.
Riflessione
FinsburyPark 2002
Carrambola di anime
in dimensione stoica.
Ieratica poesia automatizzata
in bolle fragili di Libertà.
Danza meccanica
in un circolo multimediale.
L'essere assopito
non gode il suo viaggio qui.
in dimensione stoica.
Ieratica poesia automatizzata
in bolle fragili di Libertà.
Danza meccanica
in un circolo multimediale.
L'essere assopito
non gode il suo viaggio qui.
Etichette:
Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
Hammerstreet (Londra 2002)
Partire è come restare
se nell'ardire della comunanza
soggiace loquace l'intemperanza
di un mondo interno alla ragione
spinto dal vivo odio e rancore.
L'insipido gusto dell'osare
quando la posta in gioco è l'amore,
toglie il respiro ai girovaghi del rischio.
(Pub- Blu anchor)
se nell'ardire della comunanza
soggiace loquace l'intemperanza
di un mondo interno alla ragione
spinto dal vivo odio e rancore.
L'insipido gusto dell'osare
quando la posta in gioco è l'amore,
toglie il respiro ai girovaghi del rischio.
(Pub- Blu anchor)
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Poesie di Angela Curatolo,
sussurri demoniaci
Victoria Street (Aprile 2002)
In un luogo senza tempo,
con persone senza età
vivi appieno la tua vita
per andare a morire un pò più in là.
(Londra)
con persone senza età
vivi appieno la tua vita
per andare a morire un pò più in là.
(Londra)
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