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martedì 9 dicembre 2008
sabato 15 novembre 2008
LA STRADA NON PRESA di Robert Frost
Ingiallito, e spiacente di non poterle fare
Entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai
Una di esse finchè potevo scrutando
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente
E aveva forse i titoli migliori
Perché era erbosa e poco segnata sembrava;
Benchè, in fondo, il passare della gente
Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,
Perché nessuna in quella mattina mostrava
Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
Dubitavo se mai sarei tornato.
Questa storia racconterò con un sospiro
Chissà dove tra molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, e io…..
Io presi la meno battuta,
E di qui tutta la differenza è venuta.
venerdì 31 ottobre 2008
La fabbrica dell'arrosticino -
Cerca il boccone avariato!
Trama: Carlo Secchio è un bambino di Montesilvano molto povero, talmente povero che a casa sua dormono in 7 dentro lo stesso letto. Il suo desiderio è quello di andare a visitare la fabbrica dell’arrosticino davanti alla quale passa ogni giorno per andare a scuola e l’unico lusso che gli è concesso è di mangiare un arrosticino nel giorno del suo compleanno che divide generosamente con tutta la famiglia. Ma William Vocca, della premiata ditta di arrosticini omonima, bandisce un concorso: chi troverà il bocconcino di pecora avariata avrà la possibilità di visitare la fabbrica ormai chiusa da anni e vincere una fornitura a vita di arrosticini. Ci sono solo 5 bocconi avariati in tutto l’Abruzzo. Il primo bambino a trovare il boccone avariato è Augusto Bummone, che mangia circa 500 arrosticini al giorno. La seconda è una bambina ricchissima, Ver-ruca Saltimbocca, che è capricciosa e viziata, la terza è Violetta Guardarrote, che mastica un boccone di arrosticino Michelino Turdacone che passa tutto il giorno davanti al computer. Con un colpo di fortuna Carlo trova il quinto boccone avariato, buttato ai cani fuori da un’osteria di un paesino dell’entroterra. Accompagnato dal nonno, Carletto, riesce a visitare la fabbrica e assaggia i vari gusti di arrosticino: di rognoni, di pesce, di filetto, di coratella e polmoni. Conosce i simpatici operai della fabbrica gli Arrust’ Arrust’, che lavorano solo per amore della pecora e vengono pagati in arrosticini. I concorrenti vengono eliminati durante la visita alla fabbrica solo a causa dei loro eccessi caratteriali: Augusto vienetutto il giorno, il quarto è risucchiato dal canale degli arrosticini e trasformato in croccante arrosto; Verruca viene buttata nel tritacarne; Violetta assaggiando un arrosticino in via di sperimentazione viene trasformata in pecora; Michelino viene tele-trasportato in un sito web dedicato ai prodotti ovini. Carlo Secchio, spinto dalla fame patita sin dalla nascita, consigliato dal nonno, riuscirà a controllarsi manifestando un comportamento educato per tutto il corso della visita che gli farà vincere una scorta a vita di arrosticini multigusto e la possibilità di diventare il nuovo padrone della premiata ditta Vocca.
lunedì 6 ottobre 2008
Venderò - canzone di Edoardo Bennato

Venderò
le mie scarpe nuove
ad un vecchio manichino
per vedere se si muove
se sta fermo o se mi segue nel cammino
Venderò
il mio diploma
ai maestri del progresso
per costruire un nuovo automa
che dia a loro più ricchezza
e a me il successo
Ai signori mercanti d'arte
venderò la mia pazzia
mi terranno un pò in disparte
chi è normale
non ha molta fantasia
Raffaele è contento
non ha fatto il soldato
ma ha girato e conosce la gente
e mi dice: stai attento
che resti fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò la mia sconfitta
a chi ha bisogno
di sentirsi forte
e come un quadro che sta in soffitta
gli parlerò della mia cattiva sorte
Raffaele è contento
non si è mai laureato
ma ha studiato e guarisce la gente
e mi dice: stai attento
che ti fanno fuori dal gioco
se non hai niente da offrire al mercato
Venderò
la mia rabbia
a tutta quella brava gente
che vorrebbe vedermi in gabbia
e forse allora
mi troverebbe divertente.
Ogni cosa ha un suo prezzo
e nessuno lo sa
quanto costa la mia libertà!
mercoledì 27 agosto 2008
giovedì 10 luglio 2008
E' nato il giornale di Montesilvano!
A Montesilvano mancava proprio un giornale sulla città e i suoi cittadini.Ma ora c'è ed è a disposizione di chi vuole dire la sua, raccontare una antica storia, altro.
Se vai sul blog:
http://www.montesilvanomia.blogspot.com/
si può leggere il primo numero.
Partecipano al giornale:
Silvana Di Michele, Tiziana degli Angeli, Dr.ssa in ginecologia Elisanna Sabatini, Dr. in dermatologia Marco Castellaneta, il grande aiuto di Abruzzopress e tanti altri.
Il giornale è un free press, lo trovate quindi nei negozi della città, nella cassetta delle lettere, gratuitamente.
Un abbraccio
Angela.
lunedì 9 giugno 2008
Incontro sulla Pet therapy: attività e terapia assistita con gli animali.
La dr.ssa Caterina Di Michele ha tenuto l'incontro del 7 giugno al Bookcafè.
Durante l'interessante conferenza la dr.ssa ha parlato e illustrato diversi casi di assistenza conla pet therapy.
La dr.ssa organizza corsi per operatori pet therapy.
Per iscriversi ai corsi occorrono i seguenti requisiti:
attitudine per il lavoro nel sociale;
licenza media;
possibilità di lavorare con un animale (preferibilmente cane).
Per ogni informazione: caterinadimichele@libero.it
cell. 339 7524241-


Durante l'interessante conferenza la dr.ssa ha parlato e illustrato diversi casi di assistenza conla pet therapy.
La dr.ssa organizza corsi per operatori pet therapy.
Per iscriversi ai corsi occorrono i seguenti requisiti:
attitudine per il lavoro nel sociale;
licenza media;
possibilità di lavorare con un animale (preferibilmente cane).
Per ogni informazione: caterinadimichele@libero.it
cell. 339 7524241-
lunedì 2 giugno 2008
sabato 31 maggio 2008
Incontro al Bookcafè sulla bioetica e l'eugenetica: Le verità della Scienza.
Ricordiamo la legislazione eugenistica formulata da terzo reich che mirava a sopprimere tutte razze non previste dalla razza ariana sconvolse il secolo scorso.
Oggi alcuni comportamenti della scienza lasciano pensare.
Un incontro interessante al quale sono intervenuti: Dott.ssa Agnese Pellegrini, giornalista per l'Avvenire e l'Osservatore Romano.Avv. Massimo Micaletti, Docente di Diritto Amministrativo presso l'Università di Chieti. ha moderato l'incontro Marco Solfanelli, presidente di "Amicizia Cristiana".
domenica 18 maggio 2008
Cuuuuuultura.
La cultura è diventata una parola ormai che riempe piacevolmente la bocca e conferisce lustro ad ogni discorso in cui è inserita. Ma non si riflette sulla sua simbolica ragione d'esistenza, sulla sua concreta applicazione alla vita di ogni giorno.
Cultura ormai è uguale a lettera morta, astratta, un riferimento ad un concetto sconosciuto in un discorso che quasi sempre termina con la frase: oramai a nessuno importa più della cultura!
Ma che stupidaggini!
Ogni volta che apriamo bocca si registra cultura;
ogni azione è destinata a diventare cultura tranne quelle che si spacciano per cultura ma si raffigurano come vuote ampollosità.
La cultura non è nè buona nè cattiva, ci tengo a sottolineare questo perchè alcuni ingenuamente pensano che la cultura esprima solo concetti positivi, buonisti, sensazionalisti, a volte ipocriti.
No, mi dispiace deludervi, quella è la tv.
La cultura è l'espressione totale di una identità, che sia popolo o una sola persona, generazione, territorio, natura, fauna, qualsiasi altra cosa.
Viene indicata come cultura una specie di bobbina infinita che registra tutte le manifestazioni nella realtà del pensiero.
La cultura si potrebbe paragonare ad una grossa cesta di vimini che esiste dalla "Notte dei tempi", dentro la quale sono racchiuse tutte le manifestazioni del pensiero.
E' lì a disposizione di tutti.
E' lì carica di tutte le risposte che stiamo cercando, pronta ad autorigenerarsi, a crescere, ad evolversi.
Senza alcuna controindicazione tranne quella di essere spinti all'infinito a porci altre domande.
Per assolvere alla sua funzione nella concretezza, quella che noi tutti chiamiamo "la cultura", non deve essere solo una parola svuotata di ogni funzione: informare, trovare le radici, rassicurare, lottare, risolvere i problemi che affliggono l'uomo, soprattutto rigenerare il pensiero e raffinarlo.
Per questo la cultura non è una ipocrita "cosa buona", come molti superficialmente continuano a dire.
La cultura non è un concetto vuoto che non ha bisogno di avere riconoscimenti continui nella realtà, anzi, si nutre si questo! La cultura è la realtà del pensiero.
Ma la cultura è manifesta quando rappresenta una identità che sia scomoda, imprecisa, disagiata, sgradevole, priva di consapevolezza, gretta, meschina, ma autentica.
Questa è la cultura: testimonianza.
E una testimonianza deve essere autentica per essere utile, interessante, degna di essere ascoltata da qualcuno.
Magari non sincera ma autentica.
La cultura non ha alcun senso se non viene affiancata dal sapere, perchè se ignorata rimane lì ripiegata nella sua inutilità.
I film, la tv, la radio, i giornali dovrebbero essere i canali di lancio per interessare le persone a ciò che viene chiamata cultura. Dovrebbero fungere da piattaforme di decollo del pensiero proiettate verso l'unico e ineguale mezzo esplicativo della cultura: il libro.
Il libro è il solo mezzo di cui ci si può fidare quando si parla di cultura. Solo il libro conferisce il sapere autentico: la libertà di pensiero.
Il libro è la testimonianza dei tempi, delle genti, dei loro sogni, dolori, pensieri oscuri.
Per questo la cultura non possiamo definirla una cosa buona o cattiva, anzi, a volte fa così male allo stomaco sapere cultura che si vorrebbe avere il dono dell'amnesia per cancellare ogni informazione e ricadere nel vuoto iperbarico dell'ignoranza.
Ma il prezzo da pagare per la libertà è solo questo: impegnarsi a sapere.
Perciò la cultura non è manifestazione di borioso intellettualismo.
Diventa cultura tutto quello che ci riguarda, ci accuma, ci emoziona, ci insegna qualcosa, ci coinvolge e ci fa sognare.
Se non arriva non è cultura.
Cultura ormai è uguale a lettera morta, astratta, un riferimento ad un concetto sconosciuto in un discorso che quasi sempre termina con la frase: oramai a nessuno importa più della cultura!
Ma che stupidaggini!
Ogni volta che apriamo bocca si registra cultura;
ogni azione è destinata a diventare cultura tranne quelle che si spacciano per cultura ma si raffigurano come vuote ampollosità.
La cultura non è nè buona nè cattiva, ci tengo a sottolineare questo perchè alcuni ingenuamente pensano che la cultura esprima solo concetti positivi, buonisti, sensazionalisti, a volte ipocriti.
No, mi dispiace deludervi, quella è la tv.
La cultura è l'espressione totale di una identità, che sia popolo o una sola persona, generazione, territorio, natura, fauna, qualsiasi altra cosa.
Viene indicata come cultura una specie di bobbina infinita che registra tutte le manifestazioni nella realtà del pensiero.
La cultura si potrebbe paragonare ad una grossa cesta di vimini che esiste dalla "Notte dei tempi", dentro la quale sono racchiuse tutte le manifestazioni del pensiero.
E' lì a disposizione di tutti.
E' lì carica di tutte le risposte che stiamo cercando, pronta ad autorigenerarsi, a crescere, ad evolversi.
Senza alcuna controindicazione tranne quella di essere spinti all'infinito a porci altre domande.
Per assolvere alla sua funzione nella concretezza, quella che noi tutti chiamiamo "la cultura", non deve essere solo una parola svuotata di ogni funzione: informare, trovare le radici, rassicurare, lottare, risolvere i problemi che affliggono l'uomo, soprattutto rigenerare il pensiero e raffinarlo.
Per questo la cultura non è una ipocrita "cosa buona", come molti superficialmente continuano a dire.
La cultura non è un concetto vuoto che non ha bisogno di avere riconoscimenti continui nella realtà, anzi, si nutre si questo! La cultura è la realtà del pensiero.
Ma la cultura è manifesta quando rappresenta una identità che sia scomoda, imprecisa, disagiata, sgradevole, priva di consapevolezza, gretta, meschina, ma autentica.
Questa è la cultura: testimonianza.
E una testimonianza deve essere autentica per essere utile, interessante, degna di essere ascoltata da qualcuno.
Magari non sincera ma autentica.
La cultura non ha alcun senso se non viene affiancata dal sapere, perchè se ignorata rimane lì ripiegata nella sua inutilità.
I film, la tv, la radio, i giornali dovrebbero essere i canali di lancio per interessare le persone a ciò che viene chiamata cultura. Dovrebbero fungere da piattaforme di decollo del pensiero proiettate verso l'unico e ineguale mezzo esplicativo della cultura: il libro.
Il libro è il solo mezzo di cui ci si può fidare quando si parla di cultura. Solo il libro conferisce il sapere autentico: la libertà di pensiero.
Il libro è la testimonianza dei tempi, delle genti, dei loro sogni, dolori, pensieri oscuri.
Per questo la cultura non possiamo definirla una cosa buona o cattiva, anzi, a volte fa così male allo stomaco sapere cultura che si vorrebbe avere il dono dell'amnesia per cancellare ogni informazione e ricadere nel vuoto iperbarico dell'ignoranza.
Ma il prezzo da pagare per la libertà è solo questo: impegnarsi a sapere.
Perciò la cultura non è manifestazione di borioso intellettualismo.
Diventa cultura tutto quello che ci riguarda, ci accuma, ci emoziona, ci insegna qualcosa, ci coinvolge e ci fa sognare.
Se non arriva non è cultura.
martedì 13 maggio 2008
La donna intelligente non fa notizia.
Ieri stavo guardando, di sfuggita Le Iene e ho visto un simpatico servizio su un individuo di sesso femminile che come professione fa i film "zozzi".
Questa "attrice", così ella si definisce, è famosa perchè riesce a fare sesso sfrenato con oltre 32 uomini contemporaneamente!
Viviamo oggi nell'Era della esternazione televisiva, pertanto non importa ciò che si fa ma solo che faccia notizia. Non ci sono limiti; sono comprese una gamma di azioni, dalle semplici indegne alle più turpi e atroci. L'importante è che creino interesse e rumore, per vendere qualche miliaia in più di spazzolini o anticellulite. Ed oggi non va di moda il cosidetto "buonismo", ma la stupidità, l'ignoranza, la superficialità e lo squallore.
Sono dell'idea che ogni essere è libero di fare della sua esistenza ciò più desidera. In giusta porzione tutto è ammissibile.
Ma resto sconcertata dal fatto che sempre più programmi televisivi, anche della Rai, scadano in basso. Ma questo è dovuto allo specchio dei tempi? Alla mancanza di cultura e preparazione di chi lavora nelle comunicazioni e media? O semplicemente ai guadagni facili basati sul sensazionalismo, perchè gli sponsor possare cacciare i denari?
L'intervista a Natasha Kiss mi ha fatto capire come ragiona questo Bel Paese.
Una donna che gira film pornografici con la felicità del marito e della famiglia merita l'attenzione dei media. Donne che invece sono psicologhe, medici, fisici nucleari, letterate, filosofe e altro non ne vedo mai in tv.
Come mai?
Eppure io ne conosco di donne intelligenti, anche senza laurea. Semplicemente geniali, spirituali, ligie al dovere, instancabili amiche, mamme, mogli.
Queste donne oltre ad essere intelligenti, fanno anche sesso, ma a differenza di Natasha Kiss, non hanno bisogno di esibirlo e farci soldi con dei film.
Parliamo di tempi moderni: ma vi assicuro di moderno questi tempi non hanno nulla.
Se un italiano medio è ancora così attratto dai film porno, significa che sesso vero se ne fa poco per conto suo.
Ma soprattutto si raggiungerà una certa modernità solo quando questa società voyeristica si sentirà maggiormente attratta da una notizia in cui si parla di una donna che legge contemporaneamente 32 libri con il massimo rendimento e le altre donne si sentiranno di imitarla.
Sino ad allora donne continuerete ad essere trattate per quello che siete...
Questa "attrice", così ella si definisce, è famosa perchè riesce a fare sesso sfrenato con oltre 32 uomini contemporaneamente!
Viviamo oggi nell'Era della esternazione televisiva, pertanto non importa ciò che si fa ma solo che faccia notizia. Non ci sono limiti; sono comprese una gamma di azioni, dalle semplici indegne alle più turpi e atroci. L'importante è che creino interesse e rumore, per vendere qualche miliaia in più di spazzolini o anticellulite. Ed oggi non va di moda il cosidetto "buonismo", ma la stupidità, l'ignoranza, la superficialità e lo squallore.
Sono dell'idea che ogni essere è libero di fare della sua esistenza ciò più desidera. In giusta porzione tutto è ammissibile.
Ma resto sconcertata dal fatto che sempre più programmi televisivi, anche della Rai, scadano in basso. Ma questo è dovuto allo specchio dei tempi? Alla mancanza di cultura e preparazione di chi lavora nelle comunicazioni e media? O semplicemente ai guadagni facili basati sul sensazionalismo, perchè gli sponsor possare cacciare i denari?
L'intervista a Natasha Kiss mi ha fatto capire come ragiona questo Bel Paese.
Una donna che gira film pornografici con la felicità del marito e della famiglia merita l'attenzione dei media. Donne che invece sono psicologhe, medici, fisici nucleari, letterate, filosofe e altro non ne vedo mai in tv.
Come mai?
Eppure io ne conosco di donne intelligenti, anche senza laurea. Semplicemente geniali, spirituali, ligie al dovere, instancabili amiche, mamme, mogli.
Queste donne oltre ad essere intelligenti, fanno anche sesso, ma a differenza di Natasha Kiss, non hanno bisogno di esibirlo e farci soldi con dei film.
Parliamo di tempi moderni: ma vi assicuro di moderno questi tempi non hanno nulla.
Se un italiano medio è ancora così attratto dai film porno, significa che sesso vero se ne fa poco per conto suo.
Ma soprattutto si raggiungerà una certa modernità solo quando questa società voyeristica si sentirà maggiormente attratta da una notizia in cui si parla di una donna che legge contemporaneamente 32 libri con il massimo rendimento e le altre donne si sentiranno di imitarla.
Sino ad allora donne continuerete ad essere trattate per quello che siete...
giovedì 8 maggio 2008
sabato 3 maggio 2008
Cocullo Day
Uno pezzo di gruppo del lunedì è stato insieme a noi del Bookcafè a Cocullo per il famoso rito dei serpari. Ecco i commenti e un piccolo reportage: possiamo vedere Emanuele, Er Cabbala e sua moglie Giusy.
mercoledì 30 aprile 2008
martedì 29 aprile 2008
domenica 27 aprile 2008
Drunvalo Melchizedek autore del Fiore della Vita - Macro
L'autore del libro Fiore della vita in questo video parla della grande evoluzione mondiale che si è avuta negli ultimi 5 anni. Sostiene che la nostra vita si svolge in un oleogramma e tutta la realtà che viviamo è un oleogramma. Questo, secondo l'autore è confermato dalle teorie fisiche quantistiche che dimostrerebbero l'illusione della realtà che viviamo inconsapevolmente.
giovedì 24 aprile 2008
Una poesia di un avventore del blog - grazie
“in fondo l’amicizia e condivisione , sguardi che vegliano sulle nostre sofferenze sui nostri ricordi che si perdono in labirinti di indifferenza ,forse il segreto sta nello spogliarsi di tutti i pregiudizi che abbiamo verso chi ci tende la mano non per umiliarci ,ma per unicamente per donarci carezze sincerità”
salve sono alessandro dell'aquila nelle meravigliose estati 1982 -83-84 gestivo insieme ad altri amici la discoteca all'aperto adiacente al circolo tennis ernani in viale aldo moro un pezzo di cuore e di memoria e rimasto la da voi in quel di montesilvano ....spero vogliate accettare di tanto in tanto qualche cosa di mio, fatemi sapere se e possibile ,grazie
Grazie a te Alessandro.-
salve sono alessandro dell'aquila nelle meravigliose estati 1982 -83-84 gestivo insieme ad altri amici la discoteca all'aperto adiacente al circolo tennis ernani in viale aldo moro un pezzo di cuore e di memoria e rimasto la da voi in quel di montesilvano ....spero vogliate accettare di tanto in tanto qualche cosa di mio, fatemi sapere se e possibile ,grazie
Grazie a te Alessandro.-
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